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Lucienne la Magicienne
Academia Nr: 24 (September / settembre  2000)

PAOLA AVENATTI

Scuola e bilinguismo in Val d'Aosta

La scuola deve garantire la libertà d'espressione del bambino: grazie a questo principio, nella Valle d'Aosta, Regione italiana bilingue al confine nordoccidentale con la Francia, l'uso del patois francoprovenzale e del dialetto walser non è soltanto consentito, ma addirittura incentivato. La continuità della lingua familiare all'interno della scuola è infatti considerata un supporto psicologico che sostiene la fase di integrazione del bambino nell'ambiente scuola.
Tutte le insegnanti in servizio nelle scuole regionali valdostane devono aver superato una prova per l'accertamento della conoscenza della lingua francese. Gli aggiornamenti del personale docente vengono effettuati indifferentemente in lingua francese o italiana a seconda della provenienza degli esperti.
L'educazione bilingue valdostana è quindi caratterizzata dall'uso veicolare del francese, utilizzato alternativamente per l'insegnamento e per l'apprendimento in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Le strategie seguite per l'insegnamento dell´lingua francese sino agli anni '80 erano essenzialmente tre:
  • l'uso di un materiale audiovisivo per stimolare l'interesse dei bambini attraverso immagini e testi attraenti;
  • la pratica dell'attività psicomotoria ritenuta particolarmente adatta a sviluppare l'apprendimento della lingua;
  • l'uso esclusivo del francese da parte di una persona specifica.
Alla luce di una ricerca condotta dall' I.R.R.S.A.E. dall'87 al '90 in merito alla scuola materna bilingue è risultato che non vi sono attività specifiche che favoriscono significativamente l'apprendimento del francese, quanto piuttosto scelte metodologiche che possono sostenere o viceversa inibire la costruzione della lingua.
Dalla ricerca è immerso ad es. quanto fosse deleteria la ripetizione di frasi identiche, in quanto induceva i bambini l'idea che la lingua sia costituita da strutture fisse, impossibili da riprodurre se non attraverso l'aiuto della memoria. Questa strategia dava luogo a scarse produzioni linguistiche da parte dei bambini e ad interventi troppo rilevanti da parte delle insegnanti. Attualmente si pratica la macroalternance, per la programmazione tra adulti e la microalternance per il lavoro in classe. Per questo motivo le interferenze linguistiche ed i "francesismi" vengono accettati come momento di passaggio da un livello di competenza inferiore ad uno superiore. In questi casi l'insegnante se ritiene che sia importante procedere con l'attività, interviene con la riformulazione corretta del termine o della frase, altrimenti coglie quest'occasione per indurre i bambini ad una metariflessione al fine di stimolare attività di ricerca che contribuiscano alla costruzione della lingua. Un'altra strategia ritenuta di fondamentale importanza è l'utilizzo della parafrasi da parte dell'insegnante, sia per non dover alternare la lingua in caso di una comprensione non immediata, sia per far comprendere al bambino che la lingua non è costituita da strutture rigide, ma da parole che si combinano tra loro in strutture diverse. Ciò indurrà il bambino a provare ad esprimersi "giocando" con le parole.
L'educazione bilingue nella scuole dell'infanzia della nostra regione è caratterizzata da momenti prettamente ludici o comunque piacevoli per i bambini, in quanto la motivazione ad apprendere è considerataelemento essenziale per qualsiasi acquisizione. Recentemente è stato realizzato un progetto di sostegno all'insegnamento-apprendimento del francese denominato "LUCIENNE LA MAGICIENNE" col quale si è cercato di raccordare l'affettività all'apprendimento. Questo progetto si presenta come uno sfondo integratore caratterizzato da un personaggio fantastico che media tra bambini, insegnanti e la lingua francese. Esso presenta delle situazioni fortemente attraenti, create da un personaggio misterioso che invia materiale per realizzare delle magie corredate da lettere esplicative. Le esperienze vengono così connesse dalle relazioni, intrattenute esclusivamente in lingua francese tra il personaggio ed i bambini. La struttura portante del progetto è basata su un modello di apprendimento interattivo, caratterizzato da una reciproca influenza tra bambino ed insegnante. Il bambino è considerato come un soggetto attivo del suo percorso di apprendimento, in continua relazione con gli adulti e con i pari. Il ruolo dell'insegnante è quello di sostenere ed incrementare la curiosità die bambini, cercando di suscitare riflessioni e domande relative alla lingua, al fine di stimolarne il processo di costruzione.

Obiettivi
Maggiore motivazione nell'utilizzo della lingua francese da parte dei bambini. Maggiore produzione spontanea da parte dei bambini in lingua2 attraverso attività coinvolgenti, rispetto alle quali i bambini possano vivere un'avventura in qualità di protagonisti.

Metodologia generale
La collaboratrice didattica presenta alle insegnati delle varie scuole delle proposte relative alle diverse fasi del progetto. Ciascuna proposta viene vagliata in plenaria e, quando necessario, ulteriormente adattata alle esigenze specifiche di ogni scuola. Ogni fase del progetto viene realizzata nelle diverse scuole a seconda dell'interesse che il materiale suscita nei bambini. Pertanto la posta che il personaggio invia alle classi è lo stessa ma la rielaborazione da parte dei bambini può avvenire secondo attività diverse. L'obiettivo primario del progetto, infatti, è il miglioramento della comprensione e della produzione in lingua francese, non il materiale prodotto dai bambini. Attraverso l'osservazione durante i momenti in cui i bambini ricevono il materiale inviato dal personaggio maturate, le insegnanti stimolano la discussione e la curiosità, cercando di far emergere gli interessi della classe, al fine di impostare attività fortemente motivanti.

Metodologia relativa alla lingua
Durante tutte le attività relative al progetto le insegnanti si esprimono esclusivamente in francese, accettando le eventuali interferenze dei bambini di lingua italiana. La microalternanza linguistica verrà anzi ritenuta come traccia di una competenza bilingue.
Il personaggio comunicherà soltanto in lingua francese poiché nelle prime comunicazioni con i bambini affermerà di non conoscere l'italiano.
Il personaggio porrà delle domande ai bambini, tutte le volte che nella corrispondenza individuerà delle frasi in italiano. Il personaggio in occasione di "francesismi" riformulerà correttamente le parole.

PAOLA AVENATTI Ufficio ispettivo di Aosta
Direzione didattica di Verrès
paola.avenatti@tiscalinet.it

Aosta: Französisch im Kindergarten
In den Kindergärten Aostas ist die Zauberin Lucienne (Lucienne La Magicienne) am Werk, wenn es um Spracharbeit im Kindergarten geht. Sie spricht nur Französisch und zeigt den Kindern, wie sie selbst zu Zauberkünstlern werden. Dabei muss das Kind auf verschiedenen Ebenen aktiv werden: Es handelt, erlebt und spricht beim Zaubern, und es muss Lucienne verstehen, die kein Italienisch versteht. Rahmen für dieses und andere Projekte in Aosta ist das aktive handelnde Kind: Die Erzieherin versucht die Neugier der Kinder zu wecken und sie zum Nachdenken über die Sprache anzuregen. Denn die sog. Metalinguistic awareness (reflektives Sprachbewusstsein) ist ein wesentlicher Bestandteil beim Aufbau der Sprachkompetenz. Neben Lucienne La Magicienne ist den Aostaner Kindern auch Valentine (Valentine et les autres - Valentine va à la bibliothèque) bekannt. Sie gehören neben einer Sammlung von Geschichten im Aostaner Dialekt (Conte pe le petschou de inque) zu den bekanntesten Sprachprojekten der zweisprachigen Region.


La scuola bilingue valdostana

La scuola bilingue valdostana nasce da scelte politiche precise, i cui presupposti affondano le loro radici nel particolare contesto socio-culturale ed economico della regione.
Lo statuto della Valle d'Aosta (Legge Costituzionale n. 4 del 26 febbraio 1948) sancisce la parificazione della lingua francese e di quella italiana: prevede infatti la possibilità che tutti gli atti pubblici, ad eccezione di quelli giudiziari, possano essere scritti anche in lingua francese. Se l'articolo 39 prevede che in tutte le scuole della regione il numero di ore di insegnamento in lingua italiana debba essere uguale a quello in lingua francese, l'articolo 40 delinea le procedure che la regione deve seguire al fine di adattare i programmi nazionali alle esigenze socioculturali della regione.
Nel 1983 il Consiglio regionale approvò gli "Adattamenti degli orientamenti delle attività educative delle scuole materne statali alle esigenze socio-culturali e linguistiche della regione autonoma Valle d'Aosta; il documento stabilisce che tutte le attività educative previste dal programma nazionale debbano essere realizzate indistintamente in lingua francese ed in lingua italiana. L'alternanza delle due lingue non è da effettuarsi rigidamente: si parla infatti di libertà didattica dell'insegnante, che, a seconda delle esperienze linguistiche maturate dal bambino in famiglia o nella vita comune, assumerà le scelte opportune.


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