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Ideatori del futuro
Academia Nr: 24 (September / settembre  2000)

SIGRID HECHENSTEINER
Come sarà il nostro futuro? A questa domanda hanno cercato di rispondere gli scienziati presenti all'Expo 2000 di Hannover, stilando previsioni personalizzate per il XXI secolo. Certezze non ne sono emerse. Piuttosto, l'accento è stato posto sul fatto che ciò che è vero oggi potrebbe anche non essere vero domani. Su un punto tuttavia tutti sono stati d'accordo: in futuro, a determinare il corso delle cose non saranno i politici, bensì gli scienziati e gli esperti di economia.

Quando intorno al 1500 Leonardo da Vinci realizzò i suoi magistrali bozzetti di anatomia umana, il suo scopo era semplicemente quello di analizzare e capire la natura. Gli studiosi di genetica dei nostri tempi invece, come ad esempio lo statunitense Roy Whitfield, la natura non la vogliono solo comprendere, ma anche modificare, influenzandone i meccanismi di sviluppo.
Puntualmente allo scoccare del nuovo millennio un gruppo di ricerca internazionale è riuscito a decodificare anche l'ultima sequenza del genoma umano. La medicina del futuro, dicono gli esperti, sarà in grado di intervenire preventivamente su fattori ereditari 'negativi', come ad esempio la predisposizione al cancro, e di costruire 'pezzi di ricambio' per organi malati tramite colture di cellule staminali o geneticamente modificate. Laddove non bastasse l'intervento dei designer genetici, saranno i nanotecnologi a fornire un valido aiuto: i loro minuscoli 'robot-dottori' viaggeranno senza sosta attraverso le arterie del corpo umano, fornendo un costante apporto vitale a tutte le funzioni di base dell'organismo.
Ma sarà veramente così glorioso il futuro della medicina? Oppure vecchie e nuove epidemie ridimensioneranno senza pietà le nostre utopie di vita eterna? In realtà, la scienza può fornire soltanto risposte parziali alle nostre domande. 'Il ritmo delle nuove scoperte è diventato frenetico', ha osservato il professore indiano V.S. Arunachalam nel corso del congresso 'Thinking the Future', una delle manifestazioni che hanno fatto da cornice all'Expo. 'Ogni giorno nascono nuovi ambiti di ricerca e nuove discipline scientifiche sempre più specialistiche. Nel contempo, cresce il bisogno di interdisciplinarietà, perché per risolvere nuovi quesiti non basta più solo l'approfondimento, ma serve anche la collaborazione tra diversi ambiti di ricerca.
Inoltre, nessuno scienziato si chiude più nella sua stanzetta per meditare in solitudine. Oggi chiunque faccia ricerca interagisce con il mondo economico e con la società, ed è posto con forza sempre maggiore di fronte alle proprie responsabilità morali ed etiche. Riuscire a trovare una linea di condotta coerente non è comunque semplice, visto che anche le convinzioni intime sono sempre più soggette a cambiamenti.

L'epoca degli estremi
Se all'inizio dell'era tecnologica gli scienziati si sentivano ancora in grado di fare previsioni sul futuro dell'umanità, oggi a Hannover regna il dubbio e l'incertezza. Con uno sviluppo così vorticoso della scienza e della tecnica, chi mai può dire dove saremo tra vent'anni?' si limita a commentare Sir John Madox. Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia. Nonostante la nostra sia l'era dell'elettronica, solo i paesi industrializzati dispongono finora di una vera e propria rete di collegamenti, e soltanto il 5% della popolazione mondiale ha accesso ad Internet. Nei paesi del cosiddetto terzo e quarto mondo la maggior parte della popolazione è tuttora analfatbeta. La globalizzazione economica divide il mondo in regioni ricche – che diventano sempre più ricche – e regioni povere – che diventano sempre più povere. Che dire poi di fattori come le catastrofi naturali, le modificazioni climatiche, il sovrapopolamento, la scarsità di materie prime e di generi alimentari? Anch'essi contribuiranno in modo rilevante a determinare il corso degli eventi futuri, e la scienza avrà il grande compito di far capire fino a che punto tali fattori siano influenzabili da parte dell'uomo.

L'Expo e il XXI secolo
Il parco tematico che l'Expo dedica al 'XXI secolo' affronta l'argomento in una prospettiva un po' diversa. Entrando, i visitatori vengono subito catapultati nel futuro, e più precisamente nell'anno 2100, da dove parte un viaggio a ritroso verso il presente. Gli scenari presentati sono diversi, ma tutti riconducibili ad ipotesi scientifiche fondate. Evidentemente, gli studiosi hanno maggiore facilità a disegnare il percorso che potrebbe portare ad un dato scenario che non a costruire uno scenario partendo dalla realtà attuale. In ogni caso, le ipotesi presentate altro non sono che varianti delle due alternative di sempre: il mondo horror delle catastrofi naturali e della sovrapopolazione e quello lindo e pulito dell'universo supertecnologico. Ma chissà fra cent'anni cosa riterranno terribile o fantastico i nostri discendenti!

SIGRID HECHENSTEINER
Pubbliche relazioni
Accademia Europea di Bolzano
sigrid.hechensteiner@eurac.edu

EXPO 2000 Hannover
L'Expo 2000 di Hannover è la prima esposizione mondiale dedicata al tema specifico UOMO, NATURA e TECNOLOGIA. Oltre ai soliti stand nazionali (ben 190 paesi), l'Expo 2000 si presenta con cinque parchi tematici, dedicati a questioni che ruotano intorno a quella centrale UOMO, NATURA e TECNOLOGIA. Fra i parchi tematici spiccano quelli sull'energia, la salute, il sapere, la mobilità e il XXI secolo.
Per chi fosse interessato, le porte dell'Expo rimangono aperte fino al 31 di ottobre. Per avere una buona impressione complessiva vale comunque la pena di visitare l'esposizione per almeno due giorni.
www.expo2000.de

EXPO und Wissenschaft

Auf der EXPO in Hannover gaben Wissenschaftler anlässlich des Kongresses Kongress „Thinking the future" ihre persönlichen Prognosen für das 21. Jahrtausend ab.
Fazit: Noch nie war Forschung so schnelllebig wie zu Beginn des neuen Jahrtausends. Tag täglich entstehen neue Forschungszweige und Fachdisziplinen. Und häufig können Antworten auf wissenschaftliche Fragen nur in Zusammenarbeit mit Experten aus anderen Forschungsbereichen gelöst werden. Kein Wissenschaftler grübelt mehr im stillen Kämmerlein.
Er interagiert mit Wirtschaft und Gesellschaft und muss sich zunehmend seiner moralischen und ethnischen Verantwortung bewusst werden. Aber selbst wenn er sich derer bewusst ist, kann sie morgen schon auf den Kopf gestellt werden.
Eine Patent-Prognose gibt es also nicht. Was heute wahr ist, kann sich morgen schon als falsch erweisen. Einig waren sich die WissenschaftlerInnen nur in einem Punkt: den Lauf der Dinge bestimmen künftig nicht Politiker sondern Wissenschaftler und Wirtschaftsexperten. Wie sich die Wissenschaft unsere Zukunft vorstellt, davon kann sich der Expo Besucher im Themenpark „Das 21. Jahrhundert" bis zum 31. Oktober ein Bild machen.


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