contact | site map | imprint           4.12.2008
Logo EURAC  
  NEWS ARCHIVE    
      Events    
      Education courses    
      On research    
      New print releases    
      Job openings    
SITE SEARCH  
 

  Academia 24 
Home  |  Press  |  Academia  |  24  |  art_7  

Riforma in forma o proforma?
Academia Nr: 24 (September / settembre  2000)

EMMA GRUBER, SILKE PFEIFER
Impressioni ed opinioni di tre partecipanti al Master in Public Management sulla riforma amministrativa nella città di Berlino

Innovare, cambiare, aggiornare sono solo alcune delle espressioni che potrebbero riassumere lo spirito che pervade questa capitale. Ma non è solo la città a volere cambiare il proprio volto con i suoi mille cantieri edili. Anche l'amministrazione pubblica cerca nuovi mezzi per essere più efficiente e allo stesso tempo più vicina ai cittadini. Oggi, a distanza di anni dall'inizio di questa riforma, sono visibili i primi i risultati parziali, parziali poiché i cambiamenti sono tutt'ora in atto. Grazie poi sia all'attualità che all'ampiezza di questo progetto riformatore la città di Berlino si pone come ottimo metro di paragone per quei paesi che intendano rinnovare il proprio apparato pubblico. Bisogna però considerare che la riforma non fu concepita in base ai migliori presupposti di crescita. Infatti con la caduta del muro il numero dei dipendenti pubblici nella città di Berlino salì da 120.000 a 207.000.
Contemporaneamente alla crescita dell'apparato amministrativo corrispose una costante riduzione delle sovvenzioni federali. La pressione finanziaria divenne insopportabile e per non rischiare il tracollo economico, gli esponenti dei principali partititi politici di allora, la CDU e la SPD, decisero di elaborare di comune accordo un piano di riforma della pubblica amministrazione. Quali principi cardine di questa riforma si sarebbero dovuti considerare sia l'adozione di un nuovo strumento analitico, quale la contabilità gestionale, sia una più efficace gestione delle risorse organizzative ed umane. Accanto a questi concetti venne incluso in una decisione del Senato di Berlino del 1992 e nella seguente legge di riforma del 1994 anche un progetto di riduzione di 25.000 posti di lavoro. Quindi la riforma amministrativa venne "bollata" principalmente come strumento di riduzione del personale e fu per questo fortemente osteggiata. Questa immagine negativa si è dissolta recentemente e solo adesso a distanza di sei anni e dopo due ulteriori leggi di riforma si possono verificare la validità dei singoli elementi riformatori, tracciando un primo bilancio provvisorio.

Un esempio di riforma: la contabilità gestionale
Scopo principale del nuovo sistema di contabilità è stato quello di affiancarsi alla contabilità cameralistica e di garantire in questo modo una gestione più efficiente delle risorse finanziarie. Infatti mentre la contabilità cameralistica quantifica solo l'ammontare delle risorse impegnate, la contabilità gestionale individua l'entità dei singoli costi che un prodotto o una prestazione della pubblica amministrazione produce.
Identificati i singoli costi è possibile, anche tramite un confronto tra le singole unità organizzative, verificare dove vi siano sprechi e dove invece siano necessari ulteriori mezzi finanziari. I problemi riscontrati nell'adozione di un simile sistema di contabilità sono stati di ordine sia teorico che pratico. Teorici, poiché si dovevano definire i singoli prodotti e prestazioni (si pensi per esempio in quanti prodotti è possibile suddividere l'assistenza agli anziani) e quindi calcolarne il costo. Pratici, in quanto la scelta, operata nel 1994, del software "Profiscal" quale sistema informatico di gestione dei dati, si è rivelata insoddisfacente. Purtroppo però al momento attuale mancano sia i mezzi finanziari che la volontà politica per correggere questa scelta.
Oltre a questi elementi di riforma prettamente finanziari ne esistono altri, la cui applicazione dipende invece principalmente dal sostegno che essi trovano nei vertici amministrativi e politici. Cosi molti strumenti utili allo snellimento della struttura amministrativa o ad una più efficiente gestione del personale non hanno trovato la necessaria risonanza. A giustificazione di una sola parziale introduzione di questi elementi riformatori, bisogna osservare che la maggior parte delle energie vengono al momento convogliate nella imminente fusione delle circoscrizioni cittadine. Sicché non si può concludere che questi strumenti siano inefficaci, ma soltanto che non è ancora il momento adatto per la loro adozione. Detto questo rimane da notare come a Berlino la riforma amministrativa si sia attualmente arenata, specie per mancanza di denaro e motivazione. Per quanto riguarda il primo aspetto i sostenitori di una riforma devono essere consapevoli del fatto che ogni riforma implica un ingente investimento di mezzi finanziari e di tempo. In più la riuscita della riforma amministrativa non può dipendere solo dall'introduzione di elementi di New Public Management. Fondamentale è e rimane la differenza che separa la tradizione legislativa romanista da quella di common law americana ed inglese. Perciò è opportuno interrogarsi se sia mai possibile applicare simmetricamente nei paesi dell'Europa continentale la politica del New Public Management senza apporvi nessun correttivo. Così anche lo stesso strumento della contabilità gestionale deve essere applicato con ragionevolezza, senza diventare sterile attività di calcolo. Il sostegno dei dirigenti politici ed amministrativi quali "protagonisti del cambiamento" è da ritenere l'elemento trainante della riforma, perché solo attraverso una maggiore comunicazione e collaborazione fra questi due centri di potere è possibile riconoscere gli eventuali errori e mettere in atto i correttivi. Se si vuole fare un ultimo confronto con la riforma amministrativa altoatesina si può sottolineare come i principi ispiratori siano i medesimi, nonostante le ampie differenze strutturali, politiche e finanziarie. Sicuramente ciò che si può trarre dall'esperienza riformatrice della città di Berlino è che si ottiene una migliore efficacia degli agenti riformatori, se: a) si predispone un ampio progetto di preparazione e di pubbliche relazioni che abbia come destinatari sia i vertici politici che quelli amministrativi; b) il potere politico stabilisce concretamente gli obiettivi che vuole raggiungere attraverso la riforma amministrativa.
Tutto ciò premesso, l'esperienza della città Berlino dimostra come il "buon senso" non possa né essere sostituto da delle formule matematiche, né tanto meno dalle normative, perché fine ultimo della Pubblica amministrazione non è servire se stessa o i governanti, ma aiutare i cittadini nell'esplicare i propri doveri garantendo contemporaneamente i loro diritti.

EMMA GRUBER, SILKE PFEIFER, ALBERTO WILLY ZENDRINI
Partecipanti al Master in Public Management

„Berlin ist Meister in der Reformtheorie"
Die drei Absolventen des Master in Public Management, Emma Gruber, Silke Pfeifer und Alberto Zendrini, haben ihr Lehrgangs-Praktikum in Berlin an der Fachhochschule für Verwaltung und Rechtspflege und im Senat für Inneres abgeschlossen. Ihre Einblicke in die Berliner Verwaltungsreform haben sie in ihre Master- Arbeit einfließen lassen.
Im Zuge der Übersiedelung von Bonn nach Berlin muss viel Aufbauarbeit und Neuorganisation geleistet werden. Parallel hierzu soll die öffentliche Verwaltung nach dem „New Public Management" reformiert werden, sprich sich u.a. mehr am Wettbewerb und den Kunden orientieren. Doch in Berlin werden die anfänglich positiven Zukunftsaussichten der Verwaltungsreform durch einen chronischen Zeit- und Geldmangel gebremst. Hier liegt die Chance Südtirols, wo nicht der finanzielle Druck wichtigster Auslöser der Verwaltungsreform ist, sondern eine allgemeine Einsicht herrscht, dass die Verwaltung die vorhandenen Ressourcen effizient und effektiv einsetzen und ihr Handeln verstärkt auf den Bürger ausrichten muss.


Master in Public Management

Scopo dei corsi di specializzazione post - universitari è quello di facilitare ai neolaureati l'inserimento nel mondo del lavoro. Per questo motivo 16 laureati hanno deciso di partecipare al Master in Public Management organizzato dall'Accademia Europea di Bolzano in collaborazione con il Servizio FSE della Provincia di Bolzano. Accanto a sei mesi di lezioni di diritto, economia e di tecniche di comunicazione i partecipanti al Master hanno potuto ampliare la loro esperienza lavorativa tramite uno stage di due mesi presso una pubblica amministrazione italiana ed estera.
Il 15 giugno 2000 tutti i partecipanti hanno concluso con risultati positivi questo corso di specializzazione. Tra questi anche gli autori dell'articolo Emma Gruber, Silke Pfeifer e Alberto Willy Zendrini che hanno lavorato per due mesi presso la pubblica amministrazione della città di Berlino.


  The latest issue
 

 
 
Copyright © EURAC 2008 Send page Print page Top of page