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L’economia del legno nelle Alpi: meno scarti e più sostenibilità
Dagli scarti della lavorazione del legno – utilizzando particolari e innovative tecniche – si possono realizzare nuovi prodotti e materiali: come pannelli per l’isolamento, fibre tessili, integratori alimentari, imballaggi e materie simili al poliuretano da utilizzare anche in ambito edilizio. In ultimo, ciò che non può essere trasformato in prodotto o materia, potrà essere utilizzato come biomassa per la produzione di energia. Funziona così l’economia circolare nel settore del legno, un sistema che gli esperti di sviluppo regionale di Eurac Research, all’interno di un consorzio di ricerca transalpino, studieranno nei prossimi 2 anni concentrandosi sull’area alpina. 

L’economia circolare è infatti un modello di produzione e consumo che mira a minimizzare gli scarti lungo tutto il ciclo di vita di un prodotto. Da un lato si cerca di ridurre le risorse immesse nel ciclo produttivo e utilizzare il più possibile energie rinnovabili, dall’altra si favorisce riuso, riparazione e riciclo di prodotti e materie di scarto, trovando per loro nuove forme di impiego sostenibili e spesso anche economicamente vantaggiose. 

Il team di ricerca, all’interno del quale lavoreranno i ricercatori di Eurac Research, analizzerà in un primo momento l’economia attuale del settore legno nel territorio alpino – dalla silvicoltura, alla prima lavorazione della materia prima nelle segherie, passando per la creazione di prodotti e all’uso di biomassa come fonte di energia – e segnalerà i migliori casi di riutilizzo dei materiali. All’interno di questa fase di ricerca, gli esperti di sviluppo regionale di Eurac Research si concentreranno in particolare sull’analisi dei fattori amministrativi e legali che al momento posso frenare lo sviluppo di un’economia circolare.

Una seconda fase sarà quella di studiare la fattibilità economica e ambientale di possibili riutilizzi degli scarti del legno e segnalare nuove forme di riuso.

Il legno è uno dei settori economici di rilievo nell’area alpina. In Alto Adige il 45 per cento del territorio è coperto da foreste e boschi che svolgono una fondamentale funzione di protezione del territorio, ad esempio da frane e valanghe, ma rappresentano anche un’importante risorsa economica: oltre 15.000 famiglie in Alto Adige percepiscono redditi derivanti dallo sfruttamento delle foreste. Nel settore della silvicoltura operano circa 480 imprese con 630 addetti, cui si aggiungono un centinaio di imprese e 750 addetti nel comparto della prima lavorazione del legno. 

Un recente report dell’associazione europea Euromontana ha sottolineato come l‘importanza del settore della silvicoltura crescerà nei prossimi anni proprio grazie al focus sull’uso del legno come risorsa rinnovabile nella manifattura e nella produzione di energia. Se dal 1990 la superficie coperta da foresta in Europa sta aumentando, solo il 60% di questo incremento è infatti raccolto e utilizzato. 

Le attività si svolgono all’interno del progetto CirculAlps finanziato dall’Alpine Region Preparatory Action Fund (ARPAF) il fondo è stato istituito nel 2017 per supportare l’implementazione della strategia europea per il territorio alpino EUSALP.


06.03.2018


Foto: iStock/georgeclerk 

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