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03.07.09

I diritti delle donne in Iran

Incontro all’EURAC con Shirin Ebadi e Giuliana Sgrena

 

Nonostante la massiccia censura e il blocco mediatico con cui Mahmud Ahmadinejad ha tentato di minimizzare le manifestazioni degli oppositori del regime, il mondo intero punta gli occhi sull’Iran. Il paese è, dopo la Cina, quello con il maggior numero di sentenze capitali e anche nel campo dei diritti delle donne la strada da percorrere è ancora lunga. Alle donne sono negati diritti umani fondamentali. Discriminate dalla legislazione, sono escluse da settori determinanti della vita politica. Anche il diritto al divorzio e il diritto di affido sono subordinati a condizioni molto restrittive. La situazione attuale nel campo dei diritti delle donne in Iran e il loro ruolo nella vita politica del paese sono oggetto del dibattito tra Shirin Ebadi e Giuliana Sgrena in programma per venerdì 3 luglio a partire dalle ore 9.45 all’EURAC.

 

Shirin Ebadi è stata insignita nel 2003 del premio Nobel per la Pace in riconoscimento degli sforzi profusi a favore della democrazia e dei diritti umani in Iran. La giurista sessantunenne è la prima donna mussulmana ed essere insignita di un premio Nobel. Impegnata in particolare nella lotta a favore dei diritti delle donne e dei bambini, lavora in stretto contatto con Narges Mohammadi. Proprio a Narges Mohammadi è stato assegnato il Premio Internazionale Alexander Langer 2009. A fronte degli attuali disordini tuttavia non potrà essere a Bolzano e a ritirare il premio in sua vece sarà Shirin Ebadi, che accoglie l’invito al dibattito all’EURAC.

 

All’incontro parteciperà anche Giuliana Sgrena, giornalista ed esperta del mondo arabo e mussulmano. La nota pacifista scrive per il quotidiano italiano “Il Manifesto” e in Germania per “Die Zeit”. È attenta soprattutto al ruolo delle donne nel mondo islamico e ha elaborato diversi contributi sul tema. Il sequestro di cui fu vittima nel febbraio 2005 in Iraq ha reso Giuliana Sgrena un volto noto a livello internazionale. La giornalista era stata rapita durante lo svolgimento di alcuni lavori di ricerca da un gruppo di resistenza iracheno e tenuta in ostaggio per quattro settimane. Poco dopo la liberazione, sulla strada per l’aeroporto di Baghdad, fu vittima di un attacco a fuoco da parte di soldati americani. L’agente del SISMI Nicola Calipari, che l’aveva salvata poco prima, rimase ucciso.

 

Il dibattito rientra nell’ambito delle iniziative di “euromediterranea 2009” della Fondazione Alexander Langer e sarà moderato da Elisabeth Alber, ricercatrice dell’Istituto dell’EURAC per il Federalismo e il Regionalismo.

 

La partecipazione è gratuita. È previsto il servizio di interpretazione simultanea in tedesco e italiano.

 

Appuntamento:

venerdì 3 luglio, ore 9.45, EURAC Conference Hall

 

Per ulteriori informazioni:

Elisabeth Alber, tel. 0471 055 211



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