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Turismo sostenibile nelle Dolomiti: dagli operatori spunti per la ricerca

Al primo Dolomites Unesco Forum – Sexten confronto tra esperti di Eurac Research e addetti ai lavori

Non esiste in tutta Europa un motociclista che non conosca, per esperienza o per sentito dire, i panorami della statale 48 delle Dolomiti. Ma il traffico che per anni ha contribuito a far conoscere le Dolomiti nel mondo, oggi ne minaccia la bellezza. Sono oltre quattro milioni i mezzi di trasporto privati che ogni anno raggiungono l’Alto Adige per turismo. La limitazione del traffico viene vista con scetticismo dagli operatori. La ricerca propone però un cambio di prospettiva: ripensare la mobilità significa cambiare il prodotto turistico, quindi la destinazione potrebbe perdere alcune tipologie di turisti ma acquistarne altri. Nel corso del primo Dolomiti Unesco Forum, nei giorni scorsi a Sesto, i ricercatori di Eurac Research hanno messo il focus sulla mobilità.

Quest’estate, per iniziativa delle amministrazioni provinciali di Trento e Bolzano, ogni mercoledì il passo Sella rimaneva chiuso al traffico. In quei nove giorni di chiusura il passo è diventato un luogo diverso da quello usuale. Un luogo che alcuni non hanno potuto raggiungere, ma che altri, secondo gli esperti di Eurac Research, hanno raggiunto proprio per l’assenza di mezzi a motore. Nella limitazione degli accessi i ricercatori vedono infatti la possibilità di dare ai turisti un luogo nuovo, con un’offerta articolata, caratterizzata per esempio da nuove attrazioni e sostenuta da un sistema di trasporto pubblico efficiente. Al Dolomiti Unesco Forum - organizzato da Fondazione Dolomiti Unesco, Eurac Research, Associazione turistica di Sesto e Consorzio Turistico Tre Cime - i ricercatori hanno condiviso questa visione con gli addetti ai lavori. Nel ragionare su una nuova idea di mobilità hanno sottolineato l’importanza dell’intermodalità e di soluzioni di condivisione dei mezzi di trasporto. “In Alto Adige oltre la metà dei turisti utilizza la macchina per spostarsi durante la vacanza. Per contrastare questo fenomeno il turista deve poter combinare facilmente tutti i diversi mezzi pubblici disponibili, dagli autobus fino alle funivie. E questa offerta potrebbe essere completata da un sistema di condivisione, come il car sharing. Un sistema capace di intercettare anche un nuovo target turistico” spiega Anna Scuttari di Eurac Research.
Queste considerazioni si basano su un’analisi accurata del turismo nell’area Unesco che Eurac Research conduce dal 2013 per sostenere le amministrazioni locali e la Fondazione Dolomiti Unesco nelle scelte strategiche volte alla sostenibilità. In questi anni gli esperti del centro di ricerca altoatesino hanno monitorato infatti i flussi di traffico, l’inquinamento, le politiche locali, le impressioni dei turisti e degli operatori.

Al forum di Sesto sì è parlato anche di come tutelare la bellezza del territorio e di come valorizzare il patrimonio culturale insieme a quello naturalistico. In questa cornice albergatori, amministratori e rappresentati di associazioni turistiche hanno chiesto alla ricerca di favorire sempre di più la coordinazione tra enti per superare le difficoltà di un territorio formato da cinque province e 127 comuni. Hanno formulato anche proposte concrete, come quella di dotarsi di mezzi pubblici di design per “incarnare” al meglio la bellezza del territorio. Gli input emersi forniranno ai ricercatori nuovi spunti per trovare un equilibrio tra la fruizione turistica delle Dolomiti e la loro tutela. “Il Dolomiti Unesco Forum diventerà un appuntamento annuale perché il confronto continuo con gli addetti ai lavori è alla base di una transizione positiva verso la sostenibilità” conclude Harald Pechlaner di Eurac Research.

Per maggiori informazioni: anna.scuttari@eurac.edu

Foto: Harald Wisthaler, TV Sexten

06.10.17

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