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Mobilità elettrica in Alto Adige: punti di ricarica e incentivi le leve per favorirla
Uno studio di Eurac Research, Green Mobility, Alperia e Jaguar Land Rover guarda alla percezione della mobilità elettrica in provincia e alle misure per promuoverla.

Gli altoatesini sono propensi a una transizione verso la mobilità elettrica. Sono sensibili alla tematica ambientale e convinti che i veicoli elettrici possano rappresentare il futuro della mobilità. Quasi la totalità degli utilizzatori di veicoli elettrici intervistati è soddisfatta della propria scelta. D’altro canto però, i potenziali utenti sarebbero più motivati ad acquistare un’auto elettrica se ci fosse una convenienza economica maggiore, data da incentivi monetari o da altre agevolazioni, e se l’infrastruttura di ricarica venisse ulteriormente migliorata. Queste considerazioni emergono da uno studio che Eurac Research ha svolto in collaborazione con Green Mobility, Alperia e Jaguar Land Rover sui presupposti per far crescere la mobilità elettrica in Alto Adige e in regioni con caratteristiche simili.

Dopo aver intervistato esperti di mobilità elettrica e stakeholder locali, i ricercatori hanno analizzato quasi duemila questionari compilati da residenti, possessori di auto elettriche, albergatori e turisti. Le risposte dei residenti e dei possessori di auto elettriche sono state suddivise in base allo stile di vita degli intervistati e da questa analisi è emerso come la mobilità elettrica sia un tema fortemente trasversale e interessante per fasce molto diverse della popolazione altoatesina. 

Guardando alle principali barriere che tuttora rallentano la diffusione dei veicoli elettrici, quella tecnologica si è rivelata la più significativa: autonomia dei veicoli, velocità di ricarica e numero di colonnine presenti sul territorio sono stati gli aspetti più criticati. Gli utilizzatori vorrebbero avere per esempio la possibilità di ricaricare l’auto anche durante soste brevi, presso bar o ristoranti. In realtà sulla diffusione delle stazioni l’amministrazione altoatesina e Alperia si stanno già muovendo: Il numero di nuove stazioni sta aumentando di settimana in settimana. Considerando anche le stazioni private, la rete provinciale ha l’ambizioso target di toccare le cinquemila colonnine entro il 2021.
Altra barriera rilevante è la convenienza economica. Gli esperti di Eurac Research calcolano che, percorrendo in media 15 mila chilometri l’anno, servono circa otto anni per ammortizzare il costo superiore di un’auto elettrica rispetto a una tradizionale. All’aumentare dei chilometri percorsi annualmente questo periodo si riduce e quindi l’auto elettrica diventa più conveniente, anche grazie ai minori costi di manutenzione del motore. I ricercatori hanno inoltre dimostrato con un’indagine ad hoc come una strategia informativa che sottolinei questi bassi costi di manutenzione favorisca in modo evidente la scelta di un veicolo elettrico. In assenza di questa informazione, il potenziale utilizzatore non guarda al beneficio futuro e opterebbe per un’auto elettrica solo in presenza di maggiori incentivi monetari. 
Il tema della convenienza economica è importante anche per chi possiede già un’auto elettrica. In questo caso la necessità che emerge dall’indagine riguarda la possibilità di parcheggiare e ricaricare gratuitamente.
Esiste anche una cosiddetta barriera “ambientale” legata a dubbi sull’effettiva sostenibilità dei veicoli elettrici. Nelle interviste a esperti e stakeholder è emerso in modo marcato come lo smaltimento delle batterie sia percepito come un problema, insieme al timore che le colonnine, soprattutto fuori provincia, siano alimentate da fonti energetiche non rinnovabili. 

Negli ultimi cinque anni in Alto Adige sono stati immatricolati quasi 600 veicoli elettrici. Come si legge dalle pagine del report, si tratta di un numero ancora esiguo ma che sta aumentando in modo regolare (le immatricolazioni sono raddoppiate dal 2016 al 2017), segno che la direzione intrapresa dall’amministrazione è corretta e può fungere da best practice anche per altri territori nazionali.

Lo studio è stato presentato il 9 luglio al Messner Mountain Museum presso il Castel Firmiano. 

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