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“Eravamo impreparati non solo sul piano sanitario, ma anche su quello giuridico”

Secondo Francesco Palermo, direttore dell’Istituto di studi federali comparati di Eurac Research e professore di diritto pubblico comparato all’Università di Verona, la pandemia ha mostrato l’inadeguatezza del nostro sistema giuridico nel gestire le situazioni di emergenza.
Come tutte le crisi, però, ci offre anche una straordinaria occasione per sperimentare soluzioni migliori.

Cosa emerge guardando a questa emergenza sanitaria dal punto di vista giuridico?

Francesco Palermo: Emerge chiaramente il bisogno di avere una cornice giuridica più chiara e più dettagliata per far fronte a situazioni di questo tipo. L’emergenza ha colto impreparato il sistema sanitario, ma anche quello costituzionale. Qui sono in gioco i diritti fondamentali della persona, il sistema dell'autonomia, la democrazia. Negli ultimi anni, terrorismo, crisi economica e crisi ambientale ci hanno messo di fronte all’inadeguatezza dei sistemi giuridici nell’affrontare situazioni di emergenza. E i rischi sono troppo elevati per andare avanti mettendo pezze.

Al momento chi governa si sta inventando una procedura, così come fino a qualche settimana fa i medici cercavano di “tappare i buchi” in terapia intensiva.

Come si può reagire a questa inadeguatezza?

Francesco Palermo: È necessario definire in dettaglio le procedure da seguire, a livello sia nazionale, sia internazionale. All’interno del nostro istituto di ricerca in molti stiamo già lavorando a proposte insieme a consorzi internazionali che mirano a offrire soluzioni operative.
Al momento chi governa si sta inventando una procedura, così come fino a qualche settimana fa i medici cercavano di “tappare i buchi” in terapia intensiva. Per affrontare queste emergenze occorre combinare rapidità e garanzie, e nell’urgenza, se mancano direttive, si possono commettere degli errori. Che però possono avere gravi conseguenze sui diritti fondamentali, sulla democrazia, sull’economia, sull’autonomia.
La gestione non può che essere dei governi, ma deve essere il Parlamento, con una maggioranza qualificata e quindi coinvolgendo anche l’opposizione, a dichiarare l’emergenza e a revocarla. E devono essere fissate in Costituzione le deroghe possibili e i loro limiti.
Non possiamo sapere quali altre emergenze affronteremo in futuro, ma avere delle procedure chiare e garantite ci permetterebbe di gestirle con meno incertezza.

Francesco Palermo

Francesco Palermo,
Direttore dell’Istituto di studi federali comparati

Questo riguarda anche il rapporto tra Stato e Regioni?

Francesco Palermo: Certo. La normativa nazionale prevale in caso di emergenza, ma una procedura predefinita potrebbe specificare il riparto di competenze durante le emergenze, per evitare incertezze e conflitti, come quelle viste negli ultimi giorni.  Dopo l'annuncio della fase due c'è stato uno scontro tra l'approccio molto paternalistico del governo e quello di Veneto, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano che, invece, chiedono di utilizzare maggiormente i propri margini di autonomia. Si intravede un potenziale scontro con la proposta della giunta provinciale di Bolzano di approvare una propria legge sulla gestione dell'emergenza. È interessante, perché questo non è né vietato, né permesso e quindi lascia un margine di interpretazione. Certo è che se un’iniziativa del genere fosse portata a termine, potrebbe esasperare i conflitti tra Stato e Regioni. Questo, dal mio punto di vista, è dovuto all’ambizione di voler adottare regole uguali per condizioni diverse. Anche tralasciando le autonomie speciali, che senso ha applicare le stesse leggi per la Lombardia, che è stata la regione più colpita, e il Molise in cui i contagi sono stati pochissimi? Più si prolunga la fase emergenziale più i conflitti tra Stato e Regioni aumenteranno.

Cosa possiamo imparare da questa esperienza?

Francesco Palermo: È un'occasione straordinaria per sperimentare una nuova tecnologia giuridica. Così come un ponte ha bisogno di manutenzione e deve riuscire a sostenere grandi volumi di traffico, così anche la struttura giuridica deve modularsi e saper reggere non solo in situazioni ordinarie, ma anche nelle emergenze.

Foto: http://www.governo.it/it/media/informativa-alla-camera-dei-deputati/14504

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