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“Progetto Mummie Siciliane”. Un approccio multidisciplinare per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio bioantropologico regionale di Età Moderna Obiettivi Descrizione Background Obiettivi -Documentare, attraverso una capillare opera di ricognizione, schedatura e catalogazione, il patrimonio umano mummificato presente in numerose cripte e cappelle siciliane databili all´Età Moderna;
-Ricostruire, attraverso l´osservazione dei corpi e delle strutture archeologiche associate, le pratiche funerarie, i metodi di imbalsamazione ed il trattamento dei cadaveri;
-Individuare, tramite l´osservazione sistematica dei reperti in questione, le caratteristiche biologiche e le stigmate patologiche presenti su un ampio campione di popolazione siciliana;
-Applicare le più attuali e sofisticate tecniche diagnostiche al fine di determinare la presenza di patogeni specifici e la frequenza ed evoluzione di malattie infettive;
-Utilizzare competenze nel settore biochimico per individuare le strategie di sussistenza e le modalità nutrizionali che hanno caratterizzato i gruppi umani del tardo Evo Moderno;
-Investigare sotto il profilo storico la struttura della popolazione, i dati biografici dei singoli individui, la storia delle epidemie, delle condizioni igieniche e di salute ed il contesto sociale degli antichi siciliani al fine di interpretare, alla luce dei dati documentari, la patocenosi del gruppo in questione;
-Valutare, attraverso un costante monitoraggio climatico ed ambientale, le più idonee strategie di conservazione dei resti umani e dei numerosi artefatti tessili e lignei ad essi associati
Descrizione Negli ultimi decenni, lo studio delle mummie si è rivelato di importanza fondamentale per la comprensione dell´antropologia della morte, del rapporto con il cadavere e della gestione degli spazi funebri nel corso dell´Età Moderna. I reperti mummificati hanno inoltre fornito un´enorme mole di dati bioantropologici e nosologici, di rilevante interesse per la storia delle malattie. L´indagine inizierà costruendo una base di informazioni relative ai vari soggetti. In particolare l´ispezione dei corpi potrà gettare luce su: tipologia di mummificazione, caratteristiche bioantropologiche, stato di conservazione e presenza di patologie. Tra quelle più comunemente investigate verranno evidenziate malattie infettive, metaboliche, congenite, traumi, indicatori di stress aspecifico, formazioni tumorali.
Verrà quindi posto l´accento sulle condizioni patologiche di rilievo – quelle, cioè, che hanno segnato la vita dei soggetti e che possono essere ancora riscontrabili nei corpi - e quelle, meno gravi ma altrettanto significative, che potrebbero essere state condizionate da stili di vita e abitudini alimentari.
In ragione dell´interesse storico ed etnoantropologico delle mummie, e per motivi legati ad aspetti bioetici, lo studio dei corpi non verrà condotto con indagini autoptiche e distruttive, quanto piuttosto con tecniche non invasive, come la radiologia convenzionale, la tomografia assiale computerizzata ed eventuali biopsie. In un secondo momento sarà possibile effettuare una campionatura minimale solo dalle mummie che presentano aree degradate a causa dei naturali processi putrefattivi.
Alla luce delle osservazioni macroscopiche sarà possibile investigare le condizioni patologiche individuate attraverso un approccio di tipo biomedico (indagini tossicologiche, istologiche, immunologiche ed immuno-istochimiche). Inoltre, i progressi nell´ambito della biologia molecolare consentiranno non solo di comprendere le origini genetiche e le relazioni parentali nell´ambito delle singole aree sepolcrali, ma anche quello di identificare il Dna di antichi patogeni. Dal momento che un´enorme quantità di dati storici attesta la presenza di condizioni come la malaria, la tubercolosi, la sifilide ed il colera, siffatto studio promette risultati significativi e ad ampio raggio.
Un importante approccio analitico, inoltre, sarà costituito dallo studio degli isotopi stabili attraverso minimi campioni di ossa e denti, una prassi che in tempi recenti è diventata uno strumento efficace per rivelare informazioni sulle abitudini alimentari, sulla mobilità e sulla storia biologica individuale di popolazioni archeologiche. Nello specifico, gli isotopi del carbonio e dell´azoto permettono di identificare il rapporto tra le proporzioni di cibo animale-vegetale o terrestre-marino, mentre l´isotopo dello stronzio potrà fornire informazioni su provenienza geografica, mobilità e migrazioni.
All´analisi degli aspetti sopra indicati sarà associato un capillare studio storico mirato alla comprensione dei risvolti sociali della popolazione presa in esame. La consultazione di documenti dell´epoca, tra cui registri parrocchiali, comunali e di quotidiani, assieme al vaglio delle fonti storiche e letterarie, potrà gettare luce sulle vite, le abitudini ed i costumi della società del tempo, fornendo importanti inoltre la possibilità di una interpretazione storica retrospettiva. Inoltre, l´eventuale rapporto tra malattia e terapia verrà supportato dallo studio dell´antica letteratura medica locale. Un ulteriore aspetto della ricerca storica si configurerà nella consultazione di testi relativi all´imbalsamazione umana, sottolineando così il ruolo delle diverse sostanze chimiche e delle modalità di intervento sul cadavere legate a fattori igienici o cultuali.

Background Il Progetto Mummie Siciliane rappresenta un´opportunità unica di investigare, attraverso un approccio olistico, un prezioso patrimonio inedito rappresentato da migliaia di reperti umane, collocabili in un arco cronologico compreso tra la fine del XVI e gli inizi del XX secolo. Un´indagine senza precedenti a causa del numero significativo del campione preso in esame, quantificabile in circa duemila soggetti. Nella fattispecie, le ricerche interesseranno i siti di Savoca, Piraino, Santa Lucia del Mela, Novara di Sicilia, Militello Rosmarino, Lipari, Pettineo, Modica e le celeberrime Catacombe dei Cappuccini di Palermo, menzionate da Pindemonte, Dumas e Maupassant. Tale ingente collezione di corpi mummificati si presta a ricerche di tipo paleoepidemiologico e paleodemografico. Un aspetto che rende peculiare l´indagine è l´estensione dell´arco temporale in cui sono vissuti gli individui conservati nelle diverse catacombe. Un´investigazione così ampia e poliedrica necessita pertanto di approcci specialistici e di alte competenze professionali, in grado di affrontare e scomporre l´indagine nei diversi segmenti in cui si articola.
Il team è coordinato da Dario Piombino-Mascali, bioantropologo e conservatore scientifico delle Catacombe dei Cappuccini di Palermo, ed ha condotto importanti studi sulle mummie e sulle tecniche di imbalsamazione praticate nel corso dell´età Moderna. Il progetto “Mummie Siciliane” si avvale di studiosi altamente qualificati nei diversi aspetti investigativi sopra esposti. Nello specifico, costituisce indubbiamente un aspetto fondamentale nell´ambito delle analisi biologiche e chimiche la disponibilità di strutture già attive, come il laboratorio per l´estrazione e l´amplificazione del Dna antico (Eurac, Bolzano), un laboratorio biomedico (Ospedale Centrale di Bolzano) ed uno di indagini chimiche (REM, Mannheim), riconosciuti a livello internazionale

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