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Raffrescamento rinnovabile: Eurac Research contribuisce alla direttiva europea RED II
Circa la metà dei consumi energetici complessivi europei è generata dai sistemi di riscaldamento e raffrescamento degli edifici e del settore industriale. Mentre negli ultimi anni la domanda energetica per il riscaldamento è diminuita – soprattutto grazie all’isolamento termico e all’impiego di tecnologie più efficienti – i consumi per il raffrescamento sono in netto aumento. Gli impianti di climatizzazione si stanno infatti diffondendo sempre di più nel settore residenziale, anche a causa dell’aumento delle temperature medie. Anche per questo l’Unione europea ha incluso la promozione del raffrescamento rinnovabile nella nuova direttiva europea sulle energie rinnovabili RED II.

Oggi i sistemi di raffrescamento basati su fonti rinnovabili sono ancora poco diffusi, ma si tratta di una tecnologia con un ampio potenziale di sviluppo. Può infatti ridurre in modo sensibile le emissioni inquinanti prodotte dai sistemi di climatizzazione degli edifici e dalle industrie dotate di impianti di refrigerazione o che necessitano il raffrescamento dei processi. 
Ma quali sistemi di raffrescamento possono essere definiti rinnovabili? E come si può calcolare il loro contributo alla quota complessiva di energia rinnovabile prodotta da ogni Paese? La risposta a queste domande è tutt’altro che banale e potrebbe contribuire alla diffusione di questa tecnologia su larga scala. La Commissione europea ha infatti di recente incluso la promozione del raffrescamento rinnovabile nella nuova direttiva sulle energie rinnovabili — denominata RED II — e ora ha affidato a un pool di esperti internazionali il compito di elaborare una precisa definizione del raffrescamento rinnovabile e di una metodologia efficace per includerlo nelle statistiche energetiche. Eurac Research fa parte di questo gruppo di ricerca guidato dal Politecnico di Vienna.

I sistemi di raffrescamento sostenibili si basano su tecnologie molto diverse: un esempio sono le pompe di calore attivate termicamente da impianti solari. Gli esperti di energie rinnovabili di Eurac Research, insieme ai politecnici di Vienna e Parigi, lavoreranno nei prossimi tre anni sulla classificazione di tutte le tecnologie sul mercato e sulle metodologie di calcolo per quantificare la porzione di raffrescamento rinnovabile nella produzione complessiva di energia. 
I risultati di questo lavoro saranno discussi con le istituzioni che gestiscono le politiche energetiche dei vari paesi, con altri centri di ricerca, associazioni industriali e altre organizzazioni del settore per favorire un processo condiviso.  

Per maggiori informazioni: simon.pezzutto@eurac.edu - antonio.novelli@eurac.edu  

Immagine: Adobe Stock/bht2000

13.12.19
Eurac Research nel tavolo di lavoro per monitorare lo sviluppo del fotovoltaico in Italia
Il solare fotovoltaico è una delle più importanti tecnologie sostenibili su cui stanno puntando i paesi che hanno sottoscritto gli impegni nati dall'accordo sul clima di Parigi (COP21). L’Italia ad esempio si è posta come obiettivo quello di aumentare, entro il 2030, l'energia generata mediante fotovoltaico dagli attuali 24TWh/anno a 75TWh/anno, pari a circa il 25% della domanda totale di energia elettrica del Paese.
Per monitorare il raggiungimento di questo tipo di obiettivi è nato un tavolo di lavoro di cui fanno parte Enel Green Power, CNR ed Eurac Research. Il team di esperti si è già riunito in diverse occasioni, la prossima sarà il 16 dicembre al NOI Techpark di Bolzano. Per l’occasione Eurac Research ha chiamato a raccolta per la prima volta in Italia tutti gli attori coinvolti nella filiera del fotovoltaico architettonicamente integrato (nell’acronimo inglese, BIPV): all’incontro parteciperanno organizzazioni e aziende che coprono l’intera catena del valore del settore. 

Il fotovoltaico architettonicamente integrato è un tema destinato ad assumere sempre maggiore importanza nell’ottica di un aumento dell’energia generata dal fotovoltaico e nuovo modo di concepire l’edificio, non più come una semplice unità indipendente che ricava energia dalla rete, ma come una componente che consuma, produce, immagazzina e fornisce energia all’interno di un sistema energetico più ampio.
Durante la giornata del 16 dicembre si affronteranno temi come lo sviluppo delle tecnologie, le normative, l’integrazione nel sistema energetico e buone pratiche di integrazione architettonica.

Tra i compiti all’interno del tavolo nazionale di lavoro sul fotovoltaico – nato nella cornice del progetto Horizon 2020 PV Impact – gli esperti di Eurac Research in particolare raccoglieranno i dati sulla spesa pubblica e privata in Italia, sul tipo di progetti finanziati e sulle prestazioni complessive della tecnologia fotovoltaica. “In questo modo, potremmo fare previsioni per le spese future effettuate in base a vari scenari. Andremo poi a verificare se i miglioramenti nelle prestazioni della tecnologia sono al passo con le aspettative”, spiega David Moser, coordinatore del gruppo sistemi fotovoltaici dell’Istituto per le Energie Rinnovabili di Eurac Research, “infine forniremo raccomandazioni alle autorità di finanziamento europee e dei vari stati membri, come l’Italia, su come possono fare la loro parte nel riportare l’industria fotovoltaica europea ai vertici”.

Un’altra parte del lavoro sarà dedicata all'organizzazione di incontri tecnico-strategici fra imprese e laboratori pubblici e privati impegnati in attività di ricerca e innovazione così da facilitare lo sviluppo di nuovi prodotti e processi industriali nel settore fotovoltaico.

“L’idea”, conclude Moser, “è quella di far convergere imprese, enti di ricerca, università e investitori verso iniziative industriali che guardino sia agli obiettivi italiani che a quelli europei per contrastare i cambiamenti climatici”.

16.12.2019

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