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BeEurac: un apiario urbano per vivere la biodiversità in città

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04 April 2022
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- © Kai Wenzel on Unsplash

La modificazione dell’ambiente naturale da parte dell’uomo è così vasta da aver dato il nome ad una nuova era, l’Antropocene. L’espansione delle superfici urbane, l’intensificazione dell’agricoltura e la diffusione di parassiti sono alcuni dei fattori principali che causano la morte di api selvatiche e domestiche. Assieme alle popolazioni di api, stiamo perdendo anche il legame con la natura. BeEurac tenta di frenare questo fenomeno.

Le api qui erano scomparse già negli anni Ottanta del Novecento, molto prima del Collasso, erano stati i pesticidi a ucciderle. Alcuni anni più tardi, dopo la proibizione del loro utilizzo, le api erano tornate, ma a quel punto l’impollinazione manuale si era già diffusa. I risultati miglioravano anche se richiedevano un’incredibile quantità di persone, di mani.

Maja Lunde, La storia delle api

Nel 2019 tre ricercatori dell’Istituto per l’Ambiente Alpino di Eurac Research scoprono di avere una passione per le api, il miele e la biodiversità: nasce così BeEurac, un piccolo apiario urbano sul tetto del centro di ricerca di Bolzano che è subito diventato un luogo di ricerca e crescita. BeEurac permette di costruire progetti sul tema delle api mellifere e selvatiche, parlare di biodiversità e natura, svolgere visite e lavori di routine in apiario in condivisione con altri colleghi durante una pausa pranzo o dopo il lavoro.

In BeEurac l’apicoltura urbana diventa infatti strumento di sensibilizzazione verso la natura e la biodiversità, ma anche osservatorio di monitoraggio del complesso ecosistema urbano. Dieci famiglie per un totale di centinaia di migliaia di api vengono gestite in condivisione da ricercatori di Eurac. Una stazione meteo posizionata vicino alle arnie rileva continuamente parametri della loro temperatura interna ed esterna, l’umidità dell’aria, le precipitazioni medie, la direzione ed intensità del vento.

© Chiara Paniccia

Il fantastico mondo delle api

Le api selvatiche e domestiche svolgono indispensabili processi nelle nostre città e nelle aree agricole: questi impollinatori sono responsabili della riproduzione di molte piante selvatiche e coltivate e 1/3 dei cibi che consumiamo tra frutti dolci e ortaggi non sarebbero sulle nostre tavole se non fosse per loro. Proprio per questo nell’ ultimo decennio sono state attivate numerose campagne di sensibilizzazione, studio e tutela a livello legislativo. Nel 2018 l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha proclamato la Giornata mondiale delle api.

Il funzionamento di un apiario è infinitamente articolato, si attiene a rigide regole e ci permette di riflettere anche sulla complessità e le problematiche di contesti sociali delle società umane. Una sola regina, migliaia di operaie sterili con funzioni e lavori che cambiano a seconda dell’età e un variabile numero di fuchi (maschi) condividono come in una grande famiglia una singola arnia, suddivisa in caste con compiti diversi. In tarda primavera l’arnia è popolata da 70/90 mila api.

L’apiario urbano non suscita soltanto domande legate alle nostre pratiche quotidiane, ma permette anche di esplorare i processi che accadono attorno a loro. Le api selvatiche e mellifere sono infatti sentinelle del cambiamento e BeEurac, sfruttando la loro sensibilità, ha iniziato ad avvalersi delle api domestiche e dei loro alveari per un biomonitoraggio. I prodotti pregiati dell’apicoltura come il miele, polline e propoli, così come le stesse api e il loro comportamento, permettono di valutare la qualità ambientale delle città e dei sistemi agricoli circostanti alle città

© Shelby Cohron on Unsplash

Gli umani e la città

I processi di modificazione dell’ambiente naturale, fortemente influenzati dalle attività umane, stanno contribuendo alla perdita generale di biodiversità. Nella città di Bolzano, gli spazi verdi sono considerevoli e costituiscono aree di rifugio per specie vegetali e animali, essenziali per il mantenimento della funzionalità degli ecosistemi e dei servizi che svolgono per l’uomo: basti pensare alla purificazione di aria ed acqua, assorbimento e stoccaggio del carbonio da parte degli alberi. I cambiamenti negli stili di vita a seguito del boom economico hanno in parte allontanato i cittadini dalle pratiche agricole e pastorali, incidendo negativamente sulla loro percezione della biodiversità che li circonda.

Eppure, le aree verdi nelle città sono importanti anche per l’attività ricreativa e rigenerativa in quanto sono luoghi di ristoro che permettono di sfuggire alle sollecitazioni sonore e visive di aree densamente popolate. Anche per le api questi luoghi possono essere piccole oasi che favoriscono e sostengono la loro sopravvivenza.

Il valore di un apiario urbano

Nelle intenzioni degli apicoltori di Eurac la città diventa quindi un luogo chiave per sviluppare progetti di sensibilizzazione della cittadinanza sul tema della biodiversità urbana e non. Luoghi sociali che coinvolgono attivamente le nuove generazioni alle tematiche ambientali e agronomiche incrementando attraverso laboratori esperienziali la sensibilizzazione alla natura, biodiversità e gestione sostenibile del territorio. BeEurac aiuta a potenziare la percezione positiva e la conoscenza della diversità urbana e adotta l’apicoltura come veicolo di condivisione e crescita personale. L’ecosistema urbano è paragonabile ad un ecosistema naturale, e non è quindi esente da possibili perturbazioni. In particolare, uno studio svizzero solleva la possibilità che troppi ed incontrollati apiari urbani popolati da api mellifere possano competere e sostituire le api selvatiche. Come per altri settori dell’allevamento, è necessario definire dei parametri sostenibili che non influenzino le popolazioni selvatiche, ma che le aiutino nel servizio biologico dell’impollinazione. Le città, benché ricche di spazi verdi, se sovraccaricate esauriscono le loro risorse.

BeEurac è un progetto di divulgazione e ricerca scientifica con potenzialità di sviluppo. In un prossimo futuro potrebbe diffondere la conoscenza sulla diversità e l’utilità delle api selvatiche ad un pubblico più ampio ed individuare dei parametri sostenibili per l’apicoltura nella città di Bolzano.

© Alberto Scotti

BeEurac assume un ruolo importante nella sensibilizzazione della cittadinanza verso la natura e la biodiversità e in prospettiva nel monitoraggio ambientale della città di Bolzano, divulgando e monitorando la vita di api mellifere e selvatiche attraverso un apiario urbano sul tetto di Eurac.

Se avete domande o curiosità potete scrivere a Matteo.Anderle@eurac.edu o Chiara.Paniccia@eurac.edu

Matteo Anderle

Matteo Anderle, ornitologo e ricercatore dell’Istituto per l’Ambiente Alpino di Eurac Research. Attualmente sta conseguendo un Dottorato di ricerca presso l’Università di Innsbruck dove studia l’effetto dei cambiamenti di uso del suolo sugli uccelli e la biodiversità.

Chiara Paniccia

Chiara Paniccia, zoologa, laureata in Divulgazione e Conservazione Naturalistica presso l’Università La Sapienza di Roma. È ricercatrice post-dottorato presso l’Istituto per l’Ambiente Alpino di Eurac Research dove si occupa di gestione banche dati e studio degli effetti di cambiamenti globali sui vertebrati.

Citation

https://doi.org/10.57708/b119927595
Anderle, M., & Paniccia, C. BeEurac: un apiario urbano per vivere la biodiversità in città. https://doi.org/10.57708/B119927595

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