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Un brevetto per tracciare l’attrezzatura da lavoro di artigiani e imprese

02 luglio 22

Un brevetto per tracciare l’attrezzatura da lavoro di artigiani e imprese

Il prototipo sviluppato da Eurac Research aiuta a evitare smarrimenti e furti della strumentazione

Ogni anno artigiani, professionisti e imprese – in particolare quelli impegnati in cantieri o in interventi in loco – smarriscono una certa quantità di preziosa attrezzatura: strumenti di misura, luci da lavoro, trapani e altri utensili a mano. Le cause vanno dalla distrazione al furto, arrecando in ogni caso un danno economico all’azienda e problemi nell’operatività. Impegnati nel trovare una soluzione snella ed efficace, i ricercatori del Center for Sensing Solutions di Eurac Research hanno prototipato una tecnologia “silenziosa” che, tramite bluetooth e senza intervento da parte degli operai, avverte se gli utensili non rientrano in furgone o in magazzino e fornisce utili informazioni per rintracciarli. La tecnologia è stata ora brevettata da Elektro a.haller, storica azienda altoatesina per l’installazione e manutenzioni di impianti elettrici, ed Eurac Research.

Tutto è iniziato quando i responsabili di Elektro a.haller hanno bussato alle porte del Center for Sensing Solutions, il team di Eurac Research che sviluppa soluzioni personalizzate per la ricerca e l’industria utilizzando sensori e dati. L’azienda aveva bisogno di tracciare posizione e utilizzo della propria strumentazione, ma sul mercato non aveva trovato una soluzione adatta. I consueti sistemi di tracciamento degli utensili richiedono spesso l’azione di un operatore: ad esempio, l’operaio deve scannerizzare un QR code applicato sul trapano prima di utilizzarlo. “Questi sistemi hanno degli svantaggi: il più ovvio è quello di far perdere tempo al lavoratore, ma si possono verificare anche problemi con il telefonino, il software può non essere aggiornato o, semplicemente, ci si può dimenticare di attivare il controllo” spiega Stefano Tondini, ricercatore del Center for Sensing Solutions e responsabile del progetto. “Il sistema che abbiamo realizzato per Elektro a.haller usa invece una tecnologia silent ovvero è una soluzione che funziona continuamente e in background, senza richiedere l’intervento di un operatore”.

Piccole antenne wireless vengono posizionate in luoghi chiave: il magazzino dell’azienda, il furgone usato per il trasporto, il capannone in cantiere sono alcuni esempi di questi checkpoint. Se un utensile non viene rilevato da queste antenne quando ci si aspetta che lo strumento passi di lì, allora si attiva un segnale di allerta in un display. Ad esempio se una pinza non rientra nel furgone una volta finito l’intervento in una casa, l’operaio viene subito avvertito. In ogni caso, a posteriori sarà comunque possibile tracciare il percorso dello strumento a ritroso nei diversi checkpoint e quindi capire dove è andato perso.

“Rispetto ad altre soluzioni il nostro sistema ha un’altra novità: non si basa sulla localizzazione continua degli strumenti che solitamente avviene tramite delle mini antenne GPS. Questi sistemi sono infatti costosi, dispendiosi in termini di risorse e non adatti al tracciamento di tutti gli strumenti, soprattutto se sono di piccole dimensioni,” spiega Stefano Tondini. “La tecnologia che utilizziamo si basa invece sui beacon – sensori a bassissima energia che trasmettono un segnale bluetooth a un ricevitore – e sfrutta intelligentemente il tracciamento GPS del furgone”. È un sistema snello.

Il risultato finale si deve a un processo di innovazione collaborativa tra Eurac Research ed Elektro a.haller e a numerosi test supportati dal Lab Bonus, lo strumento di cofinanziamento di NOI Techpark per le attività svolte nei laboratori del parco tecnologico dell’Alto Adige. La tecnologia è ora coperta da brevetto di proprietà di Elektro a.haller ed Eurac Research che, nei prossimi mesi, pianificheranno in che forma portare la soluzione sul mercato.

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