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Agralp - L'evoluzione delle strutture agricole nell'area alpina

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Il punto di partenza per il progetto è rappresentato dai censimenti generali dell'agricoltura effettuati dagli Istituti nazionali di statistica degli stati alpini dopo la seconda guerra mondiale a cadenza solitamente decennale (1950, 1960, 1970, 1980, 1990, 2000). I risultati del progetto si basano sui dati a livello comunale di tali censimenti (NUTS 5). 
Per l'analisi delle strutture agricole alpine il primo passo è quello di determinare e considerare indicatori tematicamente significativi:

struttura delle aziende (numero delle imprese, tasso di abbandono delle  attività, reddito principale e accessorio); 
uso del suolo (superficie utilizzata suddivisa per tipi di coltura); e 
consistenza del bestiame (suddiviso per specie, densità di bestiame).
Affinché i dati rilevati nei paesi alpini possano essere confrontati in modo scientificamente corretto sia a livello nazionale che internazionale è necessario procedere all'armonizzazione dei dati disponibili. A questo scopo si analizzano le definizioni nazionali e gli indicatori per identificare le differenze esistenti.

Ad esempio: numero delle aziende agricole. Gli stati alpini censiscono le aziende agricole impiegando soglie di rilevamento diverse, che in alcuni casi sono cambiate nel corso del tempo all'interno di uno stesso paese. Nella maggior parte degli stati dell'Unione Europea le aziende agricole vengono considerate tali sulla base di una definizione che prevede la presenza di una superficie agricola utilizzata (SAU) di almeno 1 ettaro (ha) affinché si possa parlare di " azienda ". Tale soglia vale per Francia, Austria, Svizzera, Liechtenstein e Slovenia. In Germania dal 1999 vengono rilevate le aziende con 2 ettari di superficie agricola utilizzata. In Italia per contro, non esistendo soglie minime, sono state considerate solo le aziende con almeno 1 ha di SAU. Risulta dunque conveniente e funzionale armonizzare i dati numerici relativi alle aziende secondo i parametri dell'Unione Europea compensando, se possibile, le differenze per via aritmetica. 
Nel 1999 la Germania, che dal 1971 considerava aziende agricole quelle che avevano una superficie agricola utilizzata pari ad almeno 1 ettaro, ha aumentato tale soglia a 2 ha. Dunque, al fine di avere comparazioni cronologiche nazionali corrette per il 1980 e il 2000 sono state considerate solo le aziende con almeno 2 ha di SAU.
A causa dell'innalzamento della soglia, nel 1980 e nel 2000, all'interno del territorio tedesco della Convenzione delle Alpi non viene più rilevato un certo numero di aziende con una SAU compresa tra 1 e 2 ettari. Ne consegue che tali aziende "mancano" nella comparazione internazionale. Anche in Austria, in seguito all'adesione all'Unione Europea nel 1995 si è avuta una variazione della soglia di rilevamento da 1 ettaro di superficie agricola totale a 1 ettaro di superficie agricola utilizzata (SAU). In tutta l'Austria dunque, secondo quanto dichiarato dall'istituto di statistica Statistik Austria, sfuggono al censimento circa 24.000 aziende.

Qualora i dati disponibili o le definizioni troppo diverse impediscano di effettuare una compensazione aritmetica, vengono quantificate, nel modo più preciso possibile, le differenze esistenti. Esistono poi ulteriori aspetti che rendono necessario armonizzare i dati.

In sintesi l'armonizzazione dei dati è importante per le seguenti ragioni:

a) presenza di definizioni nazionali diverse per gli indicatori impiegati nei censimenti generali. Ad esempio: soglie minime per il rilevamento delle aziende: Germania: 2 ettari di SAU; Francia/ Austria/ Svizzera/Liechtenstein/Slovenia: 1 ettaro di SAU; Italia: nessun limite minimo.

b) unità di misura diverse impiegate per rilevare le dimensioni delle aziende.
Ad esempio: dati espressi in are (a) ed ettari (ha).

c) variazione delle definizioni da censimento a censimento. Ad esempio: in Germania innalzamento della soglia di rilevamento delle aziende da 1 a 2 ettari di SAU, in Austria da 1 ettaro di SAT a 1 ettaro di SAU.

d) modifiche nella suddivisione amministrativa (variazioni a livello comunale)/ aggiornamenti dei dati dei comuni allo stato dell'anno 2000. Ad esempio: in Italia nuova costituzione nel 1992 delle tre province italiane di Verbania-Cusio- Ossola, Biella, Lecco.

Un capitolo a parte è quello del segreto statistico. In Francia i dati aggregati comunali vengono indicati solo se all'interno dello stesso sono presenti almeno tre aziende agricole. Situazione simile in Baviera, in cui determinati valori di censimento vengono definiti sconosciuti o segreti.

I dati rielaborati permettono, in una fase successiva, di approntare analisi statistiche e una rappresentazione cartografica degli indicatori. Per la cartografia si impiega il Sistema Informativo Geografico (Geographic Information System, GIS), per le valutazioni statistiche il programma di statistica SPSS.


Integrazione di dati aggiuntivi

Poiché l'agricoltura dipende strettamente dal contesto ecologico, sociale ed economico, il suo andamento non può venire isolato da tali settori. Per capire gli sviluppi in campo agricolo le analisi devono tenere in debito conto anche le condizioni locali e l'andamento del resto dell'economia, come pure l'aspetto degli aiuti all'agricoltura. I dati sull'agricoltura vengono dunque integrati con quelli demografici relativi ai comuni provenienti da censimenti, da raccolte di dati socio economici, dati relativi al turismo, alle principali infrastrutture (strade, ferrovie, aree industriali) e istituzioni (ospedali, scuole) dell'area alpina. Vengono poi integrate le informazioni sulle indennità di compensazione, sulle misure agroambientali e ulteriori incentivi. Ciò permette di dare un'interpretazione a tutto tondo del mutamento strutturale dell'agricoltura e delle ricerche sui fattori che lo influenzano. Inoltre, il collegamento dei dati sulla struttura agricola con il modello digitale del terreno dell'area alpina ed i dati sull'uso del suolo del Corine Land Cover consente di effettuare ulteriori analisi sulla struttura, la regione, il territorio.



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