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Percorsi politici ed elezioni locali: l'esperienza conta più delle origini

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02 November 2021
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Political Pathways - © Andrew Moca//Unsplash Andrew Moca

Alle elezioni municipali di Bolzano del settembre 2020, ben quattro persone con background migratorio sono state elette in consiglio comunale. La notizia ha avuto grande risalto sui media locali, perché si tratta del numero più alto di rappresentanti di origine straniera mai eletti nel consiglio cittadino. L’intensità della copertura mediatica mi ha portato a chiedermi le ragioni di una simile attenzione da parte dei mezzi di comunicazione.

Il nostro coinvolgimento in politica è dettato dal luogo di provenienza o dalle nostre esperienze e capacità?

In un recente studio condotto all'Università di Vienna, ho esplorato il percorso verso la politica delle persone candidate alle elezioni municipali della tornata che si è svolta in Alto Adige nel 2020. La mia ricerca si è concentrata sui candidati e le candidate con background migratorio, sia esso visibile o meno, indagando le loro esperienze in politica.

Background migratorio e accoglienza

Ho chiesto a dieci persone con background migratorio, che si sono candidate alle elezioni comunali con diversi partiti politici e liste civiche, quali fossero le loro esperienze in politica e se avessero mai affrontato pregiudizi basati sulla loro origine straniera, specialmente perché i partiti di destra hanno recentemente guadagnato trazione politica in Italia.

Come sottolineato da uno degli intervistati: "Non ho sofferto particolarmente di questa distinzione perché poche persone hanno voluto evidenziarla". È interessante notare che nessuna delle persone che ho intervistato riferisce che la propria origine sia stata un ostacolo al successo politico. Al contrario, la maggior parte di loro riporta esperienze positive: "Sono stato accolto molto bene. Dato che non conoscevo molto bene il tedesco, il partito e il coordinamento dei Verdi hanno parlato in italiano per un po', nonostante di solito si usasse parlare in tedesco. Molti cercavano di mischiare italiano e tedesco, o cercavano di parlare solo italiano (...) Mi hanno spianato la strada su tutto".

Tra i candidati, un buon numero ha sostenuto che la capacità di fare campagna in più di una lingua abbia permesso al partito di guadagnare più sostenitori. Una candidata ricorda addirittura che persone delle regioni limitrofe abbiano viaggiato fino a Bolzano per congratularsi con lei, perché candidata per il loro partito: "Mi vogliono bene, mi rispettano molto. Quelli del partito che hanno saputo che una donna irachena si era candidata con la Lega sono venuti a conoscermi da Verona, Rovereto, Trento e Bolzano". Sulla base di queste dichiarazioni, appare evidente che nessuno dei candidati con un background migratorio si sia mai sentito vittima di alcun pregiudizio basato sulle proprie origini all'interno della sfera politica altoatesina. Ma come e perché sono entrati in politica?

"Mi vogliono bene, mi rispettano molto. Quelli del partito che hanno saputo che una donna irachena si era candidata con la Lega sono venuti a conoscermi da Verona, Rovereto, Trento e Bolzano".

La Consulta immigrati come trampolino di lancio

A Bolzano, la Consulta degli immigrati è un organo consultivo locale composto da residenti senza la cittadinanza italiana, che provengono da paesi comunitari, extracomunitari o che sono apolidi. La Consulta, presente a Bolzano e Merano, ha l’obiettivo di fornire una piattaforma ufficiale di rappresentanza per i cittadini stranieri, di incoraggiare la partecipazione democratica e di promuovere il dialogo. Gli intervistati hanno dato chiari esempi di come la loro partecipazione alla Consulta degli Immigrati abbia funzionato da trampolino di lancio per la loro carriera politica, favorendo il loro coinvolgimento nella politica comunale e nelle reti locali.

Sei dei dodici candidati intervistati con un background migratorio hanno aderito alle Consulte degli immigrati nel corso degli anni. Uno di loro lo ricorda come un'esperienza molto positiva che gli ha permesso di entrare successivamente a far parte del partito politico per il quale si è poi candidato alle elezioni comunali. Grazie alla propria posizione nella Consulta e al lavoro con le associazioni di volontariato, è diventato molto conosciuto nella scena politica bolzanina e di conseguenza gli è stato chiesto di entrare in un partito politico. Lo stesso vale per un altro candidato che, sempre grazie alla sua partecipazione alla Consulta, è stato eletto già nel 2015.

Le associazioni di volontariato come punto d'ingresso

Oltre alla partecipazione alla Consulta degli immigrati, l'attività che sembra aver avuto più influenza sulla carriera politica dei candidati di origine straniera è stato il loro precedente impegno in associazioni di volontariato. Uno degli intervistato spiega in questo senso: "Sono un assistente sociale. Ho iniziato a lavorare praticamente subito perché conoscevo già l'italiano. Quando sono arrivato qui, aiutavo nel campo profughi. Negli ultimi 20 anni mi sono occupato di progetti per l'integrazione degli immigrati, soprattutto per aiutarli ad accedere alle opportunità di lavoro". Ricorda inoltre di aver incontrato molti politici locali nelle prime fasi di lavoro nel campo profughi e, più tardi, di essersi fatto coinvolgere nella politica attraverso esponenti politici con cui lavorava a quei tempi. Era anche molto attivo nel Partito Democratico e ha intrapreso alcune ricerche sul coinvolgimento delle persone con un passato di immigrati nella politica. È riuscito ad entrare nella lista del partito anche grazie al suo precedente lavoro come mediatore e alle sue esperienze in diverse organizzazioni umanitarie.

Altri candidati con background migratorio ricordano a loro volta di essere stati attivi in associazioni di volontariato prima di interessarsi alla politica. Hanno iniziato il loro percorso lavorando per associazioni per i diritti delle donne o per organizzazioni di studenti immigrati. Hanno anche loro ricordato come il lavoro in questi campi abbia permesso loro di stabilire dei legami con diversi politici.

Ne ho concluso che avere un background migratorio non sia di grande importanza per l'ingresso nel mondo della politica. Più significativa è la partecipazione a forme alternative di politica, ad attività sociali e di volontariato e ad associazioni.

In definitiva: il background migratorio? Conta poco

Ne ho concluso che avere un background migratorio non sia di grande importanza per l'ingresso nel mondo della politica. Più significativa è la partecipazione a forme alternative di politica, ad attività sociali e di volontariato e ad associazioni. Il lavoro precedente in questi campi sembra fare la differenza nell'attività politica, mentre l’origine straniera non sembra di particolare rilevanza.

In futuro, le società dovrebbero puntare a diventare più inclusive, semplificando il processo di integrazione. Nella piccola realtà dell'Alto Adige, abbiamo visto come questo sembri già funzionare. Sarebbe interessante per la ricerca futura estendere il caso altoatesino a contesti urbani più grandi. Inoltre, varrebbe la pena di esplorare se il successo altoatesino nell'integrazione in politica di persone con un background migratorio sia legato alla presenza di diverse comunità minoritarie autoctone.

Giorgia Zogu

Giorgia Zogu è una dottoranda presso l'Istituto per i diritti delle minoranze di Eurac Research con un master e una laurea in scienze politiche dell'Università di Vienna. È interessata all'intersezione tra etnia e partecipazione politica, così come agli effetti di vicinato e geografici. Ama i film sui dinosauri e le battute sulla linguistica.

Tags

  • Migration
  • Politics

Citation

https://doi.org/10.57708/b64459048
Zogu, G. Experience not Origins: Political Pathways in South Tyrol . https://doi.org/10.57708/B64459048

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