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Per salvarci dalla crisi climatica ci serve un sovrano illuminato. O forse no.

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03 February 2022
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null - © Unsplash Mika Baumeister

Quid sit futurum cras, fuge quaerere: “non ti chiedere cosa abbia in serbo il domani”. Questo verso di Orazio mi risuonava nelle orecchie mentre, attraversando il Lazio, mi sforzavo di localizzare il monte Soratte, che nella stessa ode è descritto ricoperto di neve (Ode I,9). Mi sono chiesta se duemila anni dopo che quei versi furono scritti ancora ne vedesse di neve questa piccola montagna di neanche 700 metri sul livello del mare: una breve ricerca su google mi tranquillizza che effettivamente è così: continua a nevicare. Ma per quanto ancora? All’epoca della crisi ambientale e del cambiamento climatico è ancora giusto non chiedersi “cosa abbia in serbo il domani” per noi? O meglio ancora: possiamo permetterci di non chiedercelo?

Giulia Isetti

Giulia Isetti è cresciuta a Genova. Ha studiato filologia classica facendo la spola tra Italia, Germania e Inghilterra, conseguendo un dottorato in greco antico nel 2013. Dopo un ulteriore studio in economia e alcune esperienze lavorative all'estero (Germania e Belgio), vive dal 2017 a Bolzano, dove lavora come Senior Research presso il Center for Advanced Studies di Eurac Research. I suoi temi di ricerca abbracciano diversi ambiti, con un focus particolare su sostenibilità, resilienza, religione e digitalizzazione.

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https://doi.org/10.57708/b103274671
Isetti, G. Per salvarci dalla crisi climatica ci serve un sovrano illuminato. O forse no. https://doi.org/10.57708/B103274671

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