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Center for Advanced Studies - Projects - Zukunftsszenarien Südtirol 2030 - Scenari futuri Alto Adige 2030

Zukunftsszenarien Südtirol 2030 - Scenari futuri Alto Adige 2030

Spunti di riflessione Covid-19: Scenari futuri per un Alto Adige 2030+ più sostenibile

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Zukunftsszenarien Südtirol 2030 - Scenari futuri Alto Adige 2030
  • Project duration: June 2020 - December 2020

Descrizione del progetto

Come ci immaginiamo l’Alto Adige nel 2030, dopo l’esperienza della pandemia covid-19? Desideriamo un ritorno ai valori e ai costumi tradizionali, alle strutture familiari? Un’apertura al mondo legata a un modo di produrre e di vivere equo e sostenibile? Preferiremmo un mondo incentrato sull’individualizzazione e sull’accelerazione della società in cui il consumo incontrollato di risorse continua ad aumentare? Puntiamo sulla “crescita verde” con un’estesa rete tecnologica?

Su incarico della giunta provinciale e con il supporto di un comitato interdisciplinare composto da 20 esperti altoatesini e stranieri, i ricercatori di Eurac Research e della Steinbeis-Hochschule, School of International Business and Entrepreneurship (SIBE) hanno realizzato uno studio sul futuro dell’Alto Adige con particolare attenzione alla sostenibilità. Al centro dello studio ci sono quattro scenari. Come passo successivo, i ricercatori raccoglieranno le opinioni e i suggerimenti degli stakeholder altoatesini attraverso un sondaggio che prenderà il via alla fine di ottobre.

Metodologia

Per sapere come si svilupperanno i mercati, le industrie e la società, le aziende si avvalgono da anni della cosiddetta previsione strategica. Gli scenari futuri sono sempre più utilizzati anche nella pianificazione urbana e nello sviluppo regionale. “Lo scopo della previsione strategica non è quello di prevedere il futuro, ma di affrontare i vari scenari futuri in modo sistematico e scientificamente valido, cogliendo le opportunità e le sfide che ne derivano. La lungimiranza strategica ci aiuta a plasmare il futuro che vogliamo agendo nel presente”, afferma Heiko von der Gracht, professore di studi sul futuro della School of International Business and Entrepreneurship della Steinbeis Hochschule, che ha guidato lo studio definendone la metodologia.

Come primo passo, i ricercatori di Eurac Research hanno chiesto a un team interdisciplinare di esperti quali saranno, a loro avviso, i principali sviluppi globali che influenzeranno una regione alpina come l’Alto Adige nei prossimi dieci anni e oltre. Nei rispettivi ambiti di competenza, gli esperti hanno indicato anche le sfide a breve termine legate alla pandemia. Sugli sviluppi globali e sulle sfide individuate dai membri del comitato – tra cui cambiamento climatico, urbanizzazione, migrazione, cambiamenti tecnologici e demografici – i ricercatori di Eurac Research hanno esaminato la letteratura, analizzato studi sul futuro, passato in rassegna la copertura mediatica nazionale ed internazionale e fatto ricerche in banche dati sulle tendenze globali.

Una panoramica sui possibili scenari futuri per l’Alto Adige

Un disegnatore ha trasformato gli scenari in illustrazioni che, come nei quadri ricchi di dettagli nascosti, descrivono come si vivrebbe in futuro se si realizzasse un determinato scenario. Nel progettare gli scenari, i ricercatori hanno preso in considerazione, oltre al livello globale, anche le seguenti dimensioni: società, salute, economia, ambiente, politica e tecnologia. Gli scenari descrivono le immagini del futuro a posteriori, come se la popolazione dell'Alto Adige guardasse indietro dal 2030.

Scenario I: mondo della consapevolezza regionale

„La forza risiede nella tradizione“

Siamo nel 2030: La pandemia del covid-19 ha intensificato la concorrenza tra le nazioni e i blocchi geopolitici e ha contribuito a creare un generale senso di insicurezza e polarizzazione tra la popolazione. Molte persone in Alto Adige provano un forte senso di appartenenza e una forte identità regionale. La sicurezza sociale della propria popolazione, promossa da una politica sociale e di ridistribuzione mirata e la protezione della natura locale, sono al centro dell’attenzione politica. Negli ultimi dieci anni si è verificato un cambiamento radicale, che ha portato a una sorta di demarcazione dall’“esterno”, a uno spostamento verso “stili di vita analogici” e a un ritorno ai valori, ai costumi e alle strutture (familiari) tradizionali.

© studio animanova | Christoph J Kellner

Scenario II: mondo del neo-cosmopolitismo

"Pensare globale, agire locale”

Siamo nel 2030: La pandemia del covid-19 ha evidenziato la vulnerabilità e l’insostenibilità di un’economia mondiale iper-globalizzata e orientata alla crescita e ha portato a un radicale ripensamento verso stili di vita e di produzione socialmente equi e ambientalmente sostenibili. La maggior parte delle persone in Alto Adige prova un senso di solidarietà verso la comunità globale. Il livellamento delle disuguaglianze sociali ed economiche, una politica partecipativa e la protezione del clima e dell’ambiente sono ai primi posti dell’agenda politica. Negli ultimi dieci anni si è verificato un profondo cambiamento strutturale, che ha portato a un riorientamento tendenzialmente neutrale alla crescita in alcuni i settori della società.

© studio animanova | Christoph J Kellner

Scenario III: mondo della libertà individuale

„Ognuno è artefice del proprio destino”

Siamo nel 2030: La pandemia del covid-19 ha rafforzato la fiducia nei meccanismi di mercato e nella concorrenza come principio fondamentale per l’ordine sociale. La maggior parte degli altoatesini dà importanza alla libertà d’azione individuale. Prestazione e responsabilità personale sono i più importanti principi guida sociali e si riflettono nelle misure di politica economica centrali: privatizzazione, deregolamentazione dei mercati e riduzione degli ostacoli burocratici. Queste e simili riforme sono state fortemente promosse negli ultimi dieci anni. Hanno portato all’individualizzazione e all’accelerazione della società e allo sbocciare dello spirito imprenditoriale e pionieristico. Allo stesso tempo, però, si è registrato anche un aumento del consumo delle risorse e una crescita delle emissioni.

© studio animanova | Christoph J Kellner

Scenario IV: mondo delle innovazioni verdi

„Esiste una soluzione (tecnologica) a tutto“

Siamo nel 2030: La pandemia del covid-19 ha portato a un'intensificazione della cooperazione internazionale e allo scambio globale di informazioni, beni e servizi. Grazie alle nuove tecnologie e alle crescenti reti di cooperazione, la maggior parte delle persone in Alto Adige è ora collegata al mondo in un “villaggio globale”. La crescita economica, il progresso tecnologico e gli investimenti nella ricerca e nell'istruzione sono considerati gli strumenti più importanti per aumentare il benessere. Negli ultimi dieci anni sono state adottate misure mirate per affrontare anche le sfide sociali ed ecologiche puntando soprattutto sull’innovazione e sull’aumento dell’efficienza e promuovendo la “crescita verde”.

© studio animanova | Christoph J Kellner

Visione

“Il nostro compito era quello di creare scenari futuri audaci per l’Alto Adige. Ora abbiamo completato la prima fase del nostro lavoro e abbiamo sviluppato un ampio ventaglio di prospettive e possibilità d’azione per un Alto Adige sostenibile nel 2030+. Come passo successivo, inviteremo gli stakeholder della nostra provincia a esprimere le loro opinioni su come dovrebbe svilupparsi l’Alto Adige per essere più sostenibile”, afferma Harald Pechlaner, economista di Eurac Research e direttore scientifico dello studio. Il metodo prevede che, per soddisfare gli interessi e le esigenze specifiche del territorio, non domini uno scenario particolare, ma piuttosto si combinino elementi di scenari diversi per creare una nuova prospettiva futura. Lo studio intende fornire spunti di riflessione per lo sviluppo sostenibile dell’Alto Adige, ma le decisioni sono nelle mani dei decisori politici, economici e sociali.

I ricercatori hanno prestato particolare attenzione a valutare se e in che misura gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDG) possano essere raggiunti all’interno dei singoli scenari. “È necessario un punto di riferimento comune per contestualizzare gli sforzi in direzione di uno sviluppo sostenibile. I 17 obiettivi delle Nazioni Unite sono il nostro metro di valutazione per rendere i progressi dell’Alto Adige comparabili a livello internazionale. Per la giunta provinciale dell’Alto Adige è stato importante che si applicasse questo metro di valutazione, in modo da poter riconoscere immediatamente gli scenari che meglio si prestano allo sviluppo sostenibile”, afferma il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher.

Scientific Output

Il rapporto completo dello studio, che comprende un’esposizione dettagliata degli scenari futuri e delle loro dimensioni, i fattori determinanti, la descrizione delle personas e la valutazione sul raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità dell’ONU è disponibile qui:

Spunti di riflessione Covid-19

Scenari futuri per un Alto Adige 2030+ più sostenibile

Autrici e autori: Daria Habicher, Felix Windegger, Mirjam Gruber, Andreas Dibiasi, Greta Klotz, Greta Erschbamer, Harald Pechlaner, Heiko von der Gracht, Silvia Gigante, Linda Ghirardello, 2020
Open Acess: PDF

Partner

Team del progetto
1 - 10

Heiko von der Gracht

Scientific Director

Andreas Dibiasi

Researcher

Linda Ghirardello

Researcher

Projects

1 - 7
Project

INSTO

Osservatorio per il turismo sostenibile in Alto Adige

Duration: October 2018 - December 2021

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Eurac Research logo

Eurac Research è un centro di ricerca privato con sede a Bolzano, Alto Adige. I nostri ricercatori provengono da una vasta gamma di discipline scientifiche e da tutte le parti del globo. Insieme si dedicano a quella che è la loro professione e vocazione – plasmare il futuro.

Cosa facciamo

La nostra ricerca affronta le maggiori sfide che ci attendono in futuro: le persone hanno bisogno di salute, energia, sistemi politici e sociali ben funzionanti e un ambiente intatto. Queste sono domande complesse e stiamo cercando le risposte nell'interazione tra molte discipline diverse. In tal modo, il nostro lavoro di ricerca abbraccia tre temi principali: le regioni adatte a vivere, la diversità come elemento di miglioramento della vita, una società sana.

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