Interview

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Trasformiamo le città per viverle al meglio

Intervista a Daniele Vettorato sul futuro dello sviluppo urbano

Annelie Bortolotti
© Eurac Research | Annelie Bortolotti
27 October 2020

Cosa significa per una citta diventare smart?

Vettorato: Significa programmare uno sviluppo urbano efficiente e sostenibile partendo dalle esigenze dei cittadini e scegliendo le migliori tecnologie informatiche e IoT (internet delle cose) per soddisfarle.

Non è la prassi pianificare in questo modo lo sviluppo delle città?

Vettorato: Da circa dieci anni infrastrutture di rete e sensori hanno iniziato a trovare spazio nelle città, ma solo negli ultimi anni si è capito che le tecnologie da sole non fanno una smart city. Questi sistemi funzionano al meglio solo se vengono disegnati sulla base delle esigenze degli utenti, non funziona introdurli con un approccio dall’alto verso il basso perché i cittadini faticheranno a utilizzarli. Per pianificare una smart city serve un processo collaborativo tra settore pubblico, privato e persone.

Quali sono i benefici di una trasformazione smart?

Vettorato: La tecnologia aiuta a gestire meglio: una avanzata rete di sensori permette per esempio agli amministratori di avere il polso della città in tempo reale e quindi di far funzionare bene il traffico, l’illuminazione, la raccolta di rifiuti, e di migliorare così la qualità dell’aria e la sicurezza. Il concetto di smart city interessa però tantissimi altri ambiti: la produzione e il consumo di energia in tutti i settori, la mobilità, l’erogazione di servizi pubblici, il dialogo tra amministrazione e cittadini. L’innovazione massiccia in questi settori fa lavorare le imprese e ne migliora le competenze, crea posti di lavoro e genera reddito per i cittadini. Un esempio sono i massicci risanamenti edilizi che puntano ad abbattere i consumi e le emissioni degli edifici. Quella verso la smart city è una transizione conveniente sotto tutti i punti di vista, non solo per gestire in modo più efficiente e tutelare l’ambiente. Un disegno di sviluppo smart adeguato permette di cogliere una serie di opportunità latenti con ricadute economiche notevoli sul territorio. È un aspetto importante da considerare nelle scelte delle amministrazioni e anche nella comunicazione ai cittadini. Per quanto il cambiamento climatico sia un problema sempre più percepito e l’attenzione all’ambiente sia crescente, le persone sono più propense a cambiare le loro abitudini se pensano di poter anche raggiungere un certo benessere economico.

Oggi in Europa sono attivi 46 progetti di ricerca sul tema smart city in altrettante città, Trento e Bolzano sono tra questi e lì siamo noi ad affiancare le amministrazioni.

Qualcuno rimane escluso da questi benefici o la smart city è per tutti?

Vettorato: Se in una città i servizi pubblici funzionano, la qualità dell’aria è buona e c’è benessere economico, tutti vivono meglio. Naturalmente chi non ha dimestichezza con internet e smartphone è tagliato fuori da una serie di servizi informativi a cui si accede per esempio via app.

La nostra privacy è il prezzo che paghiamo per questi benefici? Vettorato: In parte sì, però con una regolamentazione rigorosa sull’utilizzo dei dati - in questo fortunatamente l’Europa è molto avanti – il rapporto rischi-benefici è favorevole.

Come si deve muovere un’amministrazione che intende intraprendere una trasformazione smart?

Vettorato: la collaborazione con il mondo della ricerca è fondamentale. Si tratta di una trasformazione a 360° che modifica il sistema di governance, introduce processi di coinvolgimento dei cittadini, sistemi di raccolta dati e molto altro. Sono ambiti delicati che richiedono competenze specifiche, i centri di ricerca che lavorano già in diversi progetti sulle smart city a livello europeo possono accompagnare le amministrazioni in un progetto di sviluppo che sappia far emergere tutte le opportunità. Avviare questi progetti è inoltre costoso perché si sperimentano tecnologie e approcci nuovi, anche per questo i fondi europei sono importanti. Oggi in Europa sono attivi 46 progetti di ricerca sul tema smart city in altrettante città, Trento e Bolzano sono tra questi e lì siamo noi ad affiancare le amministrazioni. Negli ultimi anche le grandi utilities energetiche si stanno proponendo come partner delle amministrazioni in questi processi di trasformazione urbana: investono per esempio per rinnovare il sistema energetico o l’illuminazione cittadina e poi rientrano dei costi con contratti pluriennali di gestione o di fornitura energetica.

Quali sono gli esempi più virtuosi di smart city in Europa?

Vettorato: Vienna ha puntato molto sullo sviluppo di un valido sistema di governance, istituendo un’agenzia ad hoc che collabora con l’amministrazione cittadina ma anche con istituti di ricerca e università. Un altro progetto interessante da monitorare è quello di Evora in Portogallo: ha la particolarità di concentrarsi sullo sviluppo smart di un centro storico e quindi potrebbe essere un’esperienza interessante per molte città europee.

E Bolzano a che punto è in questo percorso?

Vettorato: A Bolzano abbiamo appena concluso il primo grande progetto sul tema smart city. Alcuni quartieri sono diventati più smart grazie a massicci interventi di risanamento energetico dell’edilizia sociale, all’ampliamento della rete di teleriscaldamento e all’installazione di una fitta rete di sensori. Il cambiamento più significativo tuttavia è stato nell’approccio: l’amministrazione cittadina ha iniziato a lavorare con un approccio più sinergico (sia tra gli uffici, sia con i partner sul territorio) e con un’ottica di lungo periodo, caratteristiche principali di uno smart thinking. Ora sicuramente è più pronta a nuovi progetti e l’intenzione è di proseguire.

Daniele Vettorato

Daniele Vettorato coordina il gruppo di ricerca sui sistemi energetici urbani e regionali dell’Istituto per le energie rinnovabili di Eurac Research (Bolzano). Dal 2017 è membro del board di ISOCARP, l'Associazione internazionale di pianificatori urbani e regionali. È tra gli esperti dei Task SHC 63 e EBC 83 dell’Agenzia internazionale per l’energia su Energia solare, pianificazione urbana e Distretti Energetici Positivi. È coordinatore scientifico di due progetti europei “Smart City and Communities” (a Bolzano e Trento).

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