Il respiro della neve
Testata una nuova tecnologia satellitare per monitorare la conducibilità termica della neve
Le squadre sono partite alle prime luci del mattino da Maso Corto, nel fondovalle, per salire in quota con le pelli da scialpinismo e l’attrezzatura per misurare vari parametri della neve.
Credit: Eurac Research | Maurizio GretterPerché due voli in momenti diversi?
“Questa nuova tecnologia misura come respira la neve, cioè lo scambio termico tra la neve e l’aria. Da questa informazione noi possiamo indurre proprietà come densità e tipo di neve”.
Carlo Marin, esperto di telerilevamento
Il piano di volo del Cessna, con passaggi a zigzag che in termine tecnico si chiamano “transetti”.
Credit: CzechGlobe | All rights reserved
Le misurazioni a terra sono state fatte da otto gruppi, in corrispondenza della rotta dell’aereo che montava la tecnologia da testare. Le misurazioni sono state fatte a intervalli di pochi metri. La temperatura in quota era attorno ai -15 °C con, a tratti, fortissime raffiche di vento.

La prima tornata di misurazioni è stata fatta intorno alle 7 di mattina. Per ripetere le misure nello stesso posto, oltre alle coordinate GPS, i gruppi di ricerca hanno contrassegnato i punti con delle bandierine rosse.

Carlo Marin, ingegnere esperto di telerilevamento e responsabile della campagna, annota i risultati delle sette misure effettuate per ogni punto. Sullo sfondo Riccardo Barella misura la temperatura in una piccola buca. La temperatura si prende a due profondità diverse – 10 e 30 centimetri – e sul lato non colpito dal sole per non alternare la misura.

I cristalli di neve hanno diverse forme a seconda del grado e del tipo di trasformazione che hanno subìto dal momento che sono caduti a terra.

Per avere un ulteriore controllo, la stessa tecnologia spettrale montata sull’aereo è stata usata anche a terra.


