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Nessuna relazione tra Covid-19 ed edema polmonare da alta quota

Conferma dalla ricerca

01 May 2020

Quando la pandemia da Covid-19 ha iniziato a diffondersi negli Stati Uniti, alcuni medici americani hanno sollevato questa ipotesi: i malati di Covid-19 ricordano molto pazienti affetti da edema polmonare legato ad alta quota e quindi possono essere trattati allo stesso modo. Un gruppo di ricerca coordinato da Hermann Brugger e dal suo vice Giacomo Strapazzon ha pubblicato una presa di posizione ufficiale sulle differenze tra le due patologie e sul perché non vadano trattate e curate allo stesso modo.

Quando la pandemia da Covid-19 ha iniziato a diffondersi negli Stati Uniti, alcuni medici americani hanno sollevato questa ipotesi: i malati di Covid-19 ricordano molto pazienti affetti da edema polmonare legato ad alta quota e quindi possono essere trattati allo stesso modo. Questa teoria è stata diffusa prima in un articolo scientifico e poi su Facebook con un video fatto da un giovane medico di terapia intensiva di New York e diventato in breve tempo virale. “Non capisco come sia stato possibile pubblicare l’articolo e perché i revisori – quindi i responsabili della correttezza scientifica – non abbiano sollevato obiezioni” si meraviglia Hermann Brugger, direttore dell’Istituto di medicina d’emergenza in montagna di Eurac Research che fa ricerca sulle patologie legate alla quota. Brugger fa presente come sia dannoso, se non fatale, usare i farmaci e le terapie efficaci nel trattamento dell'edema polmonare da alta quota nei pazienti Covid-19 e spera che il suo avvertimento venga ascoltato in tempo. Al momento circolano in internet anche i cosiddetti preprint, sono le bozze definitive di articoli scientifici ancora non revisionati. Quasi tutte le riviste più rinomate rendono disponibili i loro articoli già in questo formato e non era mai successo prima. “Per questo è importante prendere con cautela gli articoli non ancora recensiti, molte delle terapie proposte non sono ancora state validate – avverte il medico – In tutto il mondo al momento siamo nel mezzo di un grande esperimento. In buona fede si adottano terapie che non hanno passato i normali processi di approvazione. Nella migliore delle ipotesi queste terapie vanno a beneficio del paziente, ma la loro applicazione comporta anche un rischio molto più alto”. Il gruppo di ricerca di Eurac Research coordinato da Hermann Brugger e dal suo vice Giacomo Strapazzon ha pubblicato una presa di posizione ufficiale sulle differenze tra le due patologie e sul perché non vadano trattate e curate allo stesso modo. L’articolo è stato scritto insieme ai colleghi della Società internazionale di medicina di montagna (ISMM), della Commissione medica dell’Organizzazione internazionale delle associazioni alpinistiche (UIAA Medcom) e della Commissione medica della Commissione internazionale per la medicina d’emergenza alpina (ICAR Medcom). È stato pubblicato sulla prestigiosa rivista BMJ (Bristish Medical Journal), sulle testate High Altitude Medicine & Biology e su European Respiratory Journal.

Principali differenze tra Covid-19 ed edema polmonare da alta quota

  • L’edema polmonare da alta quota è un accumulo di liquidi (edema) nei polmoni che può verificarsi negli alpinisti a quote superiori a tremila metri e compromettere gravemente la respirazione.
  • Covid-19 e l'edema polmonare da alta quota hanno in comune il fatto che i pazienti soffrono di una grave carenza di ossigeno (ipossia). Tuttavia il nesso causa-effetto è completamente diverso: nell'edema polmonare da alta quota l'ipossia è la causa della malattia, mentre nella Covid-19 l'ipossia è la conseguenza del danno polmonare.
  • Nell'edema polmonare da alta quota l'ipossia porta a un rapido e forte aumento della pressione sanguigna nella circolazione polmonare. Nel Covid-19 micro e macro-trombosi possono portare a un'elevata pressione sanguigna nella circolazione polmonare.
  • Covid-19 è una malattia virale altamente contagiosa, l'edema polmonare da alta quota non è una malattia infettiva.
  • Per quanto riguarda l’infiammazione polmonare, in pazienti con edema polmonare da alta quota può manifestarsi in forma minima in una fase avanzata della malattia. In Covid-19 vi è un diffuso danno alveolare e un’infiammazione delle vie aeree.
  • L’edema polmonare da alta quota interessa solo i polmoni, mentre Covid-19 può colpire i polmoni, i reni, il cuore, il sistema nervoso e vascolare. Per questo i pazienti affetti da edema polmonare da alta quota non muoiono mai per una disfunzione multiorgano, mentre questo può avvenire per Covid-19.
  • Nell’edema polmonare da alta quota il decorso della malattia non è influenzato dalla presenza di malattie pregresse. È dimostrato invece che nei pazienti affetti da Covid-19, le malattie cardiovascolari o il diabete aggravano significativamente il decorso della malattia.
  • L'edema polmonare da alta quota non dipende dall'età, mentre in Covid-19 l'età può influenzare il decorso della malattia.

Perché Covid-19 e l’edema polmonare da alta quota non posso essere trattati allo stesso modo

Se a pazienti con edema polmonare da alta quota viene somministrato l'ossigeno, i sintomi scompaiono nel giro di pochi giorni. Se non è possibile trasferire il paziente a quote inferiori, possono essere efficaci i farmaci che dilatano i vasi polmonari (Ca-antagonisti e inibitori della fosfodiesterasi). Queste terapie però sarebbero addirittura dannose per i pazienti Covid-19: peggiorano il rapporto ventilazione /perfusione e quindi favoriscono l'insufficienza polmonare acuta che caratterizza la seconda fase della polmonite legata a Covid-19. Pertanto, i ricercatori avvertono che i pazienti affetti da Covid-19 non dovrebbero in alcun modo essere trattati come i pazienti con edema polmonare da alta quota.

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