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Gli orti urbani anche in montagna? Sì, in Alto Adige!

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Gli orti urbani anche in montagna? Sì, in Alto Adige! -

Nel mio primo pezzo, “Perché tutti vogliono coltivare un orto urbano? Moda o scelta sostenibile?” ho parlato degli orti urbani e del ritrovato interesse per questa pratica sociale e di riqualificazione urbana. Ho anche accennato alla loro storia, soprattutto negli Stati Uniti e in Italia, e evidenziato come gli orti siano diffusi soprattutto nelle grandi aree urbane e metropolitane.

Gli orti nelle aree metropolitane trovano “terreno fertile”
Data la loro importanza come misura di integrazione sociale e riqualificazione urbanistica, mi è sembrato quasi naturale che gli orti trovassero in questi contesti “terreno fertile”. Nelle aree metropolitane, infatti, il problema della solitudine è avvertito molto. Nonostante abbiano una maggiore densità demografica e un più alto numero di luoghi di aggregazione come cinema, centri culturali, etc., il numero delle persone che vivono qui e che dichiarano di sentirsi sole è maggiore che in altri territori. Nelle aree metropolitane, poi la cementizzazione interessa ampi territori, li converte rapidamente per usi residenziali e produttivi, intensificando la congestione.

Ma in Alto Adige?
Tutte queste considerazioni non mi hanno impedito di interrogarmi sulla presenza degli orti urbani anche in altri contesti, soprattutto rurali e montani. Lavorando e divulgando a Bolzano, è stato altrettanto naturale concentrarmi sull’Alto Adige. Ho quindi iniziato a studiare la diffusione degli orti urbani in questa regione. Ho ascoltato sindaci, ortolani, associazioni di volontariato e ne ho tratto interessanti spunti. In primis, gli orti urbani sono presenti anche a Bolzano e in altri comuni dell’Alto Adige.

Figure 1. Dove sono gli orti urbani in Alto Adige. La mappa dei comuni. Fonte: nostra elaborazione su dati raccolti direttamente dai comuni, 2018 

Gli orti urbani sono presenti soprattutto a Bolzano e in alcuni altri centri. Sono poi diffusi a Parcines, Egna, Salorno, Silandro, Terlano, Vadena, Vipiteno. In pratica, nei comuni più grandi. Stupisce che non ci siano in altri comuni più grandi come Bressanone o Merano.

Una presenza non così scontata
La loro presenza non è cosi scontata. Un aspetto che era emerso da uno studio analogo che avevo condotto per la regione Lombardia mi aveva indotto a pensare che gli orti non fossero molto diffusi in montagna o nei contesti rurali. I comuni lombardi aventi queste caratteristiche non avevano molti orti e la risposta dei sindaci interpellati era pressoché per tutti la stessa: “il mio comune è molto piccolo, rurale o montano e ogni famiglia ha l’orto di proprietà”.

I sindaci altoatesini che non hanno promosso la realizzazione degli orti nei loro comuni hanno talvolta risposto nello stesso modo; in altri casi, hanno aggiunto che non hanno lo spazio per realizzarli. Chi invece lo ha fatto, si è impegnato per motivazioni fortemente sociali e ambientali. Le motivazioni che qui sottintendono la realizzazione di orti urbani sono un po’ quelle evidenziate nel pezzo precedente. Gli orti sono considerati una misura utile per ridurre la pressione antropica sul paesaggio e preservarlo da ulteriori interventi edilizi. Sono poi realizzati per aiutare le persone in difficoltà e a rischio di isolamento sociale.


Valentina Cattivelli AgriCulture Eurac Research Blogs Valentina è una ricercatrice economica specializzata in economia rurale e regione. Tra l´altro, si occupa di agricoltura sociale, orticultura urbana e didattica, alternative food networks. Associa alle teorie le degustazioni. Lombarda, cerca di esportare la “schiscetta” anche in Alto Adige. Amante del cioccolato, crede che Elsa Morante avesse ragione quando sosteneva che chiedere a qualcuno “hai mangiato?” sia una delle più belle dichiarazioni d´amore.

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