Identità territoriale: un viaggio da narrare

Un nuovo libro per bambini dà vita alla storia e alla cultura di una comunità locale: Questo progetto editoriale nato da una ricerca scientifica racconta passato, presente e futuro del territorio attraverso i racconti dei suoi abitanti.
Come tutto è cominciato
Il libro 'Uno sguardo in su' nasce dal mio progetto di dottorato, parte del progetto SHELTER finanziato dal programma INTERREG Italia-Austria, svolto dal settembre 2019 al marzo 2022. L'obiettivo principale del progetto SHELTER era affrontare i problemi derivanti dall'abbandono e dal degrado degli edifici rurali storici nell'area transfrontaliera italo-austriaca. Il progetto mirava a conservare questi edifici integrandoli nello sviluppo del paesaggio montano, recuperando esempi di patrimonio in abbandono e inserendoli nella rete dei percorsi escursionistici e cicloturistici. Inoltre, coinvolgeva attivamente i residenti locali attraverso un processo partecipativo, definendo linee guida per la riqualificazione e soluzioni tecniche per la conservazione del patrimonio culturale.
Il caso investigato riguardava un edificio situato in una valle montana. L’area in cui si trova l’edifico si chiama Col Ventidueore, fa parte del comune di Valbrenta, nella provincia di Vicenza, nel nord-est dell'Italia. Col Ventidueore è situato in un punto elevato che domina la valle e può essere raggiunto solo a piedi tramite un sentiero con una salita di circa 50 minuti.
Nel corso degli anni, Valbrenta ha subito un significativ spopolamento. Dopo gli anni '50, gran parte della comunità si è trasferita nelle aree vicine in cerca di migliori opportunità di lavoro. L'edificio di Col Ventidueore era originariamente una fattoria di tabacco, chiusa dopo l'istituzione del monopolio statale sul tabacco nel 1861. Successivamente, all'inizio degli anni '50, la chiusura di una grande azienda di calzature ha spinto i residenti a migrare verso una città più grande a circa 30 km di distanza in cerca di lavoro. La migrazione dei residenti ha portato all'abbandono delle aree coltivate, contribuendo nel tempo al deterioramento del paesaggio e al declino ambientale, e inevitabilmente di questo edificio.
Dopo oltre tre anni dedicati alla raccolta delle interviste, alla scrittura, alle illustrazioni e alla pubblicazione, il libro è stato letto in due scuole materne a Valbrenta il 14 gennaio 2025. Grazie all’aiuto dell’associazione locale della biblioteca civica di Valbrenta sono riuscita a visitare le scuole e a trasmettere i racconti raccolti durante il mio progetto di dottorato ai piccoli lettori della comunità di Valbrenta. Le letture si sono svolte in due momenti separati e, nella seconda scuola, con i bambini e le maestre siamo usciti per vedere l'edificio protagonista del libro. I bambini erano molto incuriositi, così come le maestre, che spesso non conoscevano l'esistenza di questo luogo.
L'obiettivo del libro "Uno sguardo in su" è sensibilizzare i bambini e, indirettamente, gli adulti, sull'importanza del patrimonio storico e culturale delle aree rurali, in particolare della comunità di Valbrenta. Questo libro mira a far conoscere ai giovani lettori le storie e le tradizioni legate agli edifici storici della loro zona, come quelle al Col Ventidueore, attraverso racconti autentici e coinvolgenti.
Raccontaci la tua memoria
Il libro esplora le radici culturali della comunità di Valbrenta, mettendo in luce le tradizioni, i costumi e le storie locali. Attraverso i racconti, i bambini possono comprendere meglio chi sono e da dove provengono, rafforzando il loro senso di appartenenza alla comunità. In particolare, dal libro emergono racconti legati alla storia, al patrimonio naturale e al patrimonio comunitario. Infatti, ogni storia nel libro è un viaggio nel passato, che permette ai giovani lettori di scoprire eventi e luoghi significativi che hanno plasmato la loro comunità. Questo approccio storico aiuta a preservare la memoria collettiva e a valorizzare il patrimonio storico locale.
Inoltre, il libro pone l'accento sull'importanza della natura e del paesaggio montano che circonda Valbrenta. Le storie evidenziano la bellezza e la fragilità dell'ambiente naturale, incoraggiando i bambini a rispettare e proteggere il loro territorio. Un altro aspetto che emerge è l’importanza delle relazioni tra le persone e la comunità. Il libro racchiude storie e avventure di membri della comunità che abitualmente o sporadicamente si recavano in questo luogo. Questo genere di racconti promuove il passaggio generazionale delle usanze ed esorta i giovani lettori a non perdere la tradizione.
La copertina del libro "Uno sguardo in su" di Grazia Giacovelli
Dalle voci della comunità alle storie illustrate
Per scrivere le storie, ho cercato di immedesimarmi nei bambini che le avrebbero lette. Ho prestato particolare attenzione all'uso del linguaggio, desiderando che ogni storia fosse facilmente comprensibile. Allo stesso tempo, volevo mantenere le parole il più possibile fedeli a quelle usate dalla persona che me le aveva raccontate, specialmente se si trattava di forme dialettali, per preservare questo aspetto culturale. Leggendo vari libri per bambini, ho capito che per facilitare la comprensione dovevo concentrarmi sui passaggi tra i diversi momenti della narrazione, senza dare nulla per scontato.
Inoltre, mi piaceva l'idea che ogni storia iniziasse con "Mi ricordo..." perché ricreava un legame autentico con l'edificio protagonista del libro. Durante la scrittura, ho avuto molti dubbi sulla mia capacità di riprodurre e trasmettere fedelmente ciò che le persone di Valbrenta mi avevano raccontato. Alla fine, ho avuto la conferma di aver percorso la strada giusta quando gli abitanti di Valbrenta, che ho intervistato durante il progetto e a cui ho portato delle copie del libro, si sono riconosciuti nelle storie e si sono emozionati. Questo è stato un aspetto molto importante per me.
Scrivere (quasi) all’altezza di un bambino
Durante la scrittura ho chiesto dei feedback ad amici ed amici di amici specializzati in libri per bambini, per capire se il target di età 3-5 anni fosse appropriato per questo tipo di storia o se fosse meglio rivolgersi a lettori leggermente più grandi. Avevo anche pensato di coinvolgere mia figlia, che aveva circa 4 anni quando ho iniziato a scrivere questo libro, ma senza disegni o una versione cartacea che ricordasse un libro, per lei era molto difficile appassionarsi alla storia e seguirla; quindi, ho scelto di abbandonare il confronto diretto con i giovani lettori in questa fase.
Trovare casa a una storia
Per le illustrazioni ho presentato alla casa editrice un libro che trovo molto bello per la storia e per le illustrazioni, si chiama “Orso ha una storia da raccontare” di Philip Christian Stead, poiché mi piaceva l'idea che il libro avesse disegni che ricordassero un po' i dipinti ad acquerello: delicati e caldi.
Come ogni nuova avventura non si sa mai se la strada che hai scelto di percorrere sia effettivamente quella giusta. Inizialmente è stato molto difficile trovare una casa editrice che accettasse di pubblicare (anche se a pagamento) questo volume. Non sapevo che fossero così selettivi anche per un libro che non aveva come ambizione quella di diventare un best seller, ma semplicemente di aiutare una piccola comunità a portare avanti la sua storia.
Un libro per piccoli lettori, un progetto per tutti
In generale, ho scelto di scrivere questo libro per bambini perché credo che loro siano fondamentali nel processo di sensibilizzazione verso il patrimonio storico delle nostre aree rurali. Se riusciamo a trasmettere ai bambini i valori, la cultura e l'importanza di un luogo, da adulti si impegneranno a tutelarlo. Un libro che li coinvolgesse in avventure vissute in questo luogo era un'ottima occasione per incuriosire direttamente i bambini e indirettamente gli adulti che glielo avrebbero letto. Proprio per questo all’inizio del libro ho scelto di inserire una frase del professore Caramagra che dice: “ Nel paesaggio trovi quello che c’è, quello che si vede, più qualcos’altro che appartiene solo alla tua immaginazione”, ed è proprio quello che fanno i libri, aiutano ad immaginare. Spero che in parte questo libro abbia aiutato i bambini di Valbrenta a immaginare la propria avventura al Col Ventidueore.
Dettagli
- Titolo: Uno sguardo in su
- Autrice: Grazia Giacovelli
- Casa editrice: Kellermann Editore, 2024
- Progetto grafico e disegni: Roberto Da Re Giustiniani
- Link & Download (Open Access): https://hdl.handle.net/10863/42986

Grazia Giacovelli
Grazia Giacovelli è una ricercatrice dottoranda presso l'Università di Trento, affiliata all'Istituto per le Energie Rinnovabili di Eurac Research. Il suo progetto di dottorato esplora l'influenza del capitale sociale nella transizione energetica, con un focus particolare sulla partecipazione delle comunità e l'analisi delle reti sociali. Ha inoltre approfondito temi legati alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale delle comunità locali, studiando come questi possano giocare un ruolo cruciale nel sostenere la transizione energetica e nel coinvolgere attivamente le persone nel processo di cambiamento.
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