Dopo più di un anno di ricerca, si è concluso il caso studio che un gruppo di ricercatrici e ricercatori di Eurac Research ha condotto nel complesso residenziale delle Casette Inglesi, a Bolzano.
Ondate di calore alle Casette Inglesi: un’indagine per migliorare il benessere dei residenti
14.04.2025
Il 2 aprile 2025, il gruppo di ricerca di Eurac Research, composto da Fabio Carnelli, Akshit Gupta, Benedetta Oberti, Giulia Paoletti e Linda Toledo, ha presentato ai residenti delle Casette Inglesi a Bolzano, gli esiti del caso studio.
L’obiettivo della ricerca è stato capire come le persone, in particolare gli anziani, percepiscono e affrontano l’aumento delle temperature durante i mesi estivi, e quali strategie possono essere adottate per migliorare il benessere dei residenti in futuro.
Durante l’evento sono stati condivisi i risultati delle indagini sul comfort abitativo nelle Casette Inglesi, che condotte attraverso due approcci complementari: uno qualitativo, tramite interviste ai residenti, e uno quantitativo, mediante il monitoraggio delle condizioni ambientali negli appartamenti. Queste ultime sono state valutate attraverso l’analisi dei livelli di temperatura, umidità relativa, anidride carbonica (CO2), polveri sottili (PM2.5) e composti organici volatili (TVOC).
Sia le interviste sia le rilevazioni si sono svolte fra il 17 luglio e il 16 settembre 2024, nel periodo più caldo dell’anno, durante il quale le temperature massime hanno raggiunto i 34,7 °C a luglio e i 36,8 °C ad agosto. A supporto di tali attività, nella primavera 2024 era stato distribuito ai residenti un questionario investigativo preliminare, i cui i risultati sono stati mostrati durante un altro evento.
Dalla ricerca sono emersi alcuni elementi interessanti:
Le temperature all'interno degli appartamenti sono rimaste accettabili (secondo i criteri del modello di comfort adattivo, definito dalla norma EN 16798-1), senza rilevanti differenze tra le abitazioni dotate di sistemi di ventilazione attiva e quelle prive di tali sistemi. In alcuni appartamenti si sono registrati picchi di 31°C per brevi periodi e nel tardo pomeriggio, quando gli appartamenti risultavano chiusi (ad esempio, durante le ferie dei residenti).
L’andamento delle temperature interne ha evidenziato: o Una gestione corretta dell’apertura delle finestre, effettuata al mattino e alla sera, quando la temperatura esterna era inferiore a quella interna. Nelle ore notturne, più fresche, le finestre sono rimaste perlopiù parzialmente aperte, salvo rari casi in cui i residenti hanno dichiarato di tenerle chiuse per motivi di sicurezza, rumore esterno o per la presenza di zanzare. o Un uso adeguato dei sistemi di ombreggiamento (come tende, tapparelle e veneziane) e dei dispositivi di ventilazione meccanica (come ventilatori o condizionatori), utilizzati nella maggioranza dei casi.
I livelli di umidità relativa si sono mantenuti prevalentemente tra il 40 e il 65% (intervallo considerato adeguato secondo la norma EN 16798-1), con alcuni picchi che hanno raggiunto il 70%. Tali picchi possono considerarsi normali se di breve durata e associati ad attività specifiche (come la cottura dei cibi) o alla mancata apertura delle finestre durante le ore diurne.
La qualità dell’aria, valutata in base ai livelli di CO2, PM2.5 e TVOC, ha mostrato andamenti variabili nel corso della giornata. La concentrazione di questi indicatori è sempre rimasta entro valori ottimali e nella norma (definito dalle normative EN 16798, OMS, US EPA e standard RESET). Ad esempio, l'andamento della CO2 ha registrato un aumento solo nelle ore più calde, quando le persone si trovano in casa con le finestre chiuse.
La maggior parte degli intervistati è consapevole che, in futuro, le ondate di calore potrebbero intensificarsi, ma allo stesso tempo percepisce un senso di impotenza e incertezza riguardo a come poter agire per tutelare il proprio benessere.
Molti partecipanti hanno indicato il condizionatore come la soluzione più semplice qualora le temperature diventassero insostenibili.
La percezione del caldo, dell’efficacia delle proprie pratiche per adattarsi, e la volontà di cambiarle sono influenzati da vari fattori, non solo legati alla struttura degli appartamenti, ma anche alle proprie condizioni socioeconomiche e personali.
Il verde urbano è ampiamente riconosciuto come un elemento in grado di offrire sollievo durante i periodi di caldo intenso, e si ritiene che la sua presenza debba essere incrementata, prestando attenzione a una gestione di qualità e sostenibile.
L'incontro si è concluso con una riflessione sul futuro, immaginando una tipica giornata d'estate a Bolzano nel 2050: saremo pronti ad affrontare l'aumento delle temperature?
Sebbene l'obiettivo principale di questo studio non fosse valutare l'adeguatezza degli edifici della Casette Inglesi, ma piuttosto esplorare le strategie che gli inquilini possono adottare per far fronte al caldo estivo, così come la loro percezione dei rischi legati alle ondate di calore, i dati raccolti hanno comunque offerto informazioni preziose. Questi dati potranno essere utilizzati sia da IPES come punto di riferimento per le future pianificazioni delle attività di manutenzione degli edifici esistenti, sia come spunto per l’attività manutentiva nell’interno capoluogo. Nel quartiere delle Casette Inglesi, l'IPES ha già avviato la sostituzione degli infissi esistenti al fine di migliorare il comfort abitativo.
Le attività di ricerca sono state realizzate nell'ambito del progetto RETURN e hanno beneficiato del supporto di IPES – l'Istituto per l'edilizia sociale della Provincia autonoma di Bolzano – che ha facilitato il coinvolgimento dei residenti nel caso studio. Questo progetto rappresenta un passo importante per migliorare la resilienza degli edifici e delle comunità di fronte ai cambiamenti climatici, e offre spunti cruciali per la pianificazione futura.

