è evidente che gli scritti pubblicati sui social network non sempre rispettano le norme previste per i testi scritti in ambito giornalistico, scientifico o narrativo. è naturale dunque chiedersi come questo si rifletterà, a lungo termine, sulla lingua scritta in generale e in particolare sulla qualità dei testi prodotti dai cosiddetti “nativi digitali”.
Il progetto si pone come obiettivo quello di migliorare le capacità e i mezzi per affrontare e sciogliere empiricamente questo interrogativo e di oggettivare il dibattito sull’effetto dei media digitali sulle competenze scritte che finora si è basato su una esigua base di dati. A questo scopo si svilupperà un modello che integrerà nel tradizionale modo di riflettere sulla qualità della lingua in termini di retorica e linguistica testuale nuovi aspetti qualitativi che sono rilevanti per la comunicazione in rete, multimodale e dialogica. Inoltre, si svilupperanno metodi di misurazione della dimensione qualitativa della “coerenza” che saranno valutati attraverso dei brevi case-studies allo scopo di raccogliere delle prime evidenze che rispondano all’interrogativo, finora mai affrontato empiricamento, sui possibili effetti della frequente lettura e scrittura di messaggi brevi e per lo più limitati alla dimensione del dialogo sulla capacità di pianificare e redigere testi lunghi e monologici. Il progetto sfrutterà raccolte digitali (corpora) di testi di apprendenti di lingua e di generi web che verranno appositamente trattati e analizzati attraverso metodi propri della linguistica dei corpora e sperimenterà anche nuove metodologie (ad es. crowd sourcing e data mining).