Lo staff che opererà nell’ambulatorio ha precisato come siano specialmente le categorie più fragili a essere più esposte ai rischi della quota, come le persone anziane, con disabilità, con patologie croniche come ipertensione o diabete, le donne in gravidanza e chi in passato ha già sofferto di mal di montagna. Ma il target delle consulenze comprende tutte le persone che si espongono all’alta quota per lavoro, sport, o attività ricreative. Nell’ambulatorio competenze esperte possono aiutarle a rendere il soggiorno in quota il più sicuro e piacevole possibile.
Da sinistra a destra: Roland Psenner (presidente di Eurac Research), Katharina Plenk (coordinatrice di Mountain Clinic), Hubert Messner (assessore provinciale alla prevenzione sanitaria e salute), Giacomo Strapazzon (direttore di Mountain Clinic), Christian Kofler (direttore generale dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige), Maurizio Lutzenberger (istruttore nazionale del soccorso alpino e delle guide alpine italiane).
Credit: Eurac Research | Marina BaldoAlle prestazioni di Mountain Clinic si può accedere privatamente e anche in regime convenzionato con il sistema sanitario provinciale. In questo caso serve una impegnativa del proprio medico o medica di base o di altro servizio appartenente al sistema sanitario. L’équipe polispecialistica offre visite e consulenze di medicina di montagna che valutano vari aspetti, dal quadro cardiorespiratorio a quello neurologico. Nell’ambulatorio si svolgono anche esami strumentali, i cosiddetti ‘test in ipossia’ per individuare una eventuale tolleranza ridotta alle alte quote.
Tutti i dettagli su orari, contatti, staff e carta dei servizi si trovano sul sito https://mountain-clinic.eurac.edu

