Quest'area di ricerca mira a esplorare i processi, le pratiche, le strutture e le percezioni di inclusione ed esclusione di giovani persone di origine migrante. Lo fa concentrandosi sia sulle esperienze vissute e sulle narrazioni personali degli individui, sia esaminando i contesti istituzionali e politici più ampi che modellano e delimitano i processi di appartenenza ed esclusione. Integrando approcci qualitativi, quantitativi e partecipativi, la ricerca cerca di svelare le complessità della formazione dell'identità e dell'integrazione sociale, evidenziando come i fattori sistemici si intersechino con le esperienze individuali.
Un'area di studio chiave è quella dell'istruzione e della formazione, dove viene prestata particolare attenzione alle strutture e alle pratiche che perpetuano la discriminazione e il razzismo. La ricerca mira a identificare le sfide e gli ostacoli affrontati dai giovani di origine migrante nel navigare in ambienti discriminatori.
L'area di ricerca cerca quindi di svelare i processi di emarginazione ed esclusione, dando voce ai gruppi emarginati e sottolineando il ruolo sempre più importante delle persone di origine migrante come attori culturali, politici ed economici sia a livello nazionale che locale. Infine, evidenzia come i discendenti di migranti sfidino e sconvolgano le concezioni convenzionali e binarie dell'appartenenza e dell'identità, contribuendo così a mettere in luce la complessità spesso nascosta dell'appartenenza e dell'esclusione nel dibattito pubblico, nel discorso politico e nella definizione delle politiche.
Esperienze di discriminazione degli apprendisti in Alto Adige (2023-2024)
Su incarico del sindacato CGIL-AGB, Eurac Research ha condotto uno studio sulle esperienze di discriminazione degli apprendisti e delle apprendiste in Alto Adige, utilizzando metodi di ricerca qualitativi, quantitativi e partecipativi. I dati alla base dello studio sono stati raccolti tra dicembre 2023 e marzo 2024 tramite un questionario quantitativo, compilato da 60 giovani in apprendistato di due scuole professionali della provincia di Bolzano, 14 interviste semi strutturate con esperti ed esperte di formazione professionale e lavoro e con rappresentanti dell’amministrazione provinciale attivi nell’ambito dell’integrazione e, infine, due workshop partecipativi con due classi di apprendisti ed apprendiste. Con il questionario sono state prese in esame le esperienze di giovani apprendisti ed apprendiste durante il loro percorso di apprendistato, la loro soddisfazione riguardo il percorso intrapreso, i loro piani per il futuro ed eventuali esperienze discriminatorie vissute. Le interviste sono servite invece ad approfondire il tema delle sfide e degli ostacoli nell’integrazione socio-lavorativa di chi frequenta un percorso di apprendistato nella provincia di Bolzano, con un focus sui giovani con background migratorio. I workshop, co-progettati con una designer esperta in metodi partecipativi, hanno permesso infine di elaborare in gruppo le esperienze personali relative a vari temi inerenti all’apprendistato, come l’ambiente lavorativo o le relazioni con colleghi, colleghe e superiori, e di approfondire in seguito gli aspetti emersi come problematici o negativi – ad esempio il salario troppo basso, orari di lavoro poco flessibili, atteggiamenti discriminatori da parte di clienti ed episodi di sfruttamento Il progetto ha rilevato che il razzismo quotidiano, le microaggressioni e la discriminazione strutturale fanno parte della vita scolastica e lavorativa degli apprendisti. Allo stesso tempo, le vittime di discriminazione non sempre riconoscono che certe esperienze, soprattutto le microaggressioni, possono essere etichettate come discriminazione o razzismo. Gli apprendisti spesso non sono consapevoli dei loro diritti e delle loro responsabilità, il che li rende più vulnerabili alla discriminazione.
Il rapporto finale è disponibile qui:
ITALIANO: 10.57749/jrhe-e378 - Eurac Research
DEUTSCH: 10.57749/2fhc-0p09 - Eurac Research