Un sondaggio condotto da Eurac Research e ASTAT su 994 residenti mostra come l’economia circolare sia già presente nelle abitudini quotidiane in Alto Adige e identifica le azioni necessarie per rafforzarla.
Il 95% della popolazione altoatesina dichiara di acquistare nuovi prodotti solo quando necessario e il 91% ripara o fa manutenzione ai propri oggetti. Sono alcuni dei risultati emersi dal report L’economia circolare nella vita quotidiana di cittadine e cittadini. Così pensa l’Alto Adige, realizzato da Eurac Research in collaborazione con ASTAT nell’ambito del progetto europeo ECLECTIC.
Basato sulle risposte di 994 persone residenti in Alto Adige, lo studio analizza conoscenze, attitudini e comportamenti legati all’economia circolare, offrendo indicazioni utili per lo sviluppo di servizi e politiche pubbliche.
I risultati mostrano una popolazione sensibile ai temi della sostenibilità: il 97% considera importante proteggere l’ambiente e fare correttamente la raccolta differenziata. Tuttavia, la conoscenza dell’economia circolare rimane limitata per oltre quattro persone su dieci. Tra le pratiche più diffuse figurano la riparazione, il riuso e la riduzione degli acquisti non necessari. Meno comune è invece l’acquisto di dispositivi elettronici rigenerati: solo il 7% dichiara di utilizzare o acquistare prodotti ricondizionati.
Lo studio evidenzia anche quali interventi potrebbero favorire comportamenti più circolari. Il 67% della popolazione vorrebbe una maggiore disponibilità di servizi di riparazione, il 41% negozi dell’usato più accessibili e il 40% spazi dedicati all’upcycling. Tra le misure più richieste figurano inoltre incentivi economici e campagne di informazione e sensibilizzazione.
La ricerca è stata condotta nell'ambito del progetto europeo ECLECTIC, che sostiene città e regioni nello sviluppo di strategie di economia circolare. I risultati mostrano che l'Alto Adige dispone già di una solida base di comportamenti sostenibili e di consapevolezza ambientale, evidenziando al contempo significative opportunità per coinvolgere ulteriormente i cittadini nella transizione verso l'economia circolare.
Questo progetto è stato finanziato da Formas, FCT, LMT e MUR nell'ambito del partenariato Driving Urban Transitions, cofinanziato dall'Unione Europea.

